Stop a chi abbia già svolto due mandati in Parlamento, salvo “limitate e motivate eccezioni”; un “numero limitato di pluricandidature“; fuori dalle liste le persone arrestate, rinviate a giudizio o condannate per reati di mafia, terrorismo, criminalità organizzata, contro la libertà personale e individuale; esclusi anche i condannati, anche in via non definitiva, per delitti contro la libertà sessuale; peculato, concussione, corruzione in tutte le forme. Sono i criteri delle candidature alle elezioni politiche nelle liste di Liberi e Uguali. “Non valutiamo solo l’aspetto giudiziario, non basta la legge Severino – ha detto Piero Grasso dal palco – Vogliamo portare in Parlamento donne e uomini rispettati e rispettabili”.

Quindi non possono essere candidati: coloro che ricoprono incarichi elettivi incompatibili col mandato parlamentare, salvo limitate e motivate eccezioni, coloro che hanno ricoperto la carica di parlamentare nazionale per la durata di due legislature complete, salvo un numero limitato e motivato di deroghe.
Poi la parte delle pendenze penali. Non possono essere candidati gli arrestati, i rinviati a giudizio, chi ha patteggiato e chi è stato condannato per reati di mafia,  terrorismo, criminalità organizzata e contro la libertà personale e individual e chi è stato colpito da misure del Codice Antimafia. Lo stesso vale per chi è condannato per delitti per cui sia previsto l’arresto obbligatorio in flagranza, delitti contro l’incolumità pubblica al capo I e II, delitti contro l’ambiente e contro la libertà sessuale e chi è stato condannato, anche non in via definitiva, o ha patteggiato per peculato, concussione, corruzione in tutte le forme.

Se gli eletti avranno qualcuno di questi problemi, si impegnano a rassegnare le dimissioni, mentre le condizioni ostative alla candidatura vengono meno in caso di proscioglimento o di riabilitazione. Per tutti questi motivi, quando sarà presentata la documentazione per la candidatura, i candidati dovranno sottoscrivere un’autocertificazione sulla propria posizione rispetto ad eventuali precedenti o pendenze penali, per la valutazione del Comitato di Garanzia sulla gravità o tenuità del fatto e del danno.

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