SUBURBICON di George Clooney. Con Matt Damon, Julienne Moore, Oscar Isaac. Usa 2017. Durata 105’. Voto: 4/5 (DT)

Suburbicon, Stati Uniti, fine anni quaranta. La surreale follia dei Lodge, famigliola bianca nella cittadina all white tutta villettine uguali con giardino, e lo spaccato realistico dei vicini di casa, famigliola afroamericana, padre, madre e figlio. Il vicinato bianco va in fibrillazione: a Suburbicon non possono abitare dei neri (“l’integrazione può avvenire solo quando saranno educati e pronti per sostenerla”, urlano nell’infuocata assemblea cittadina). Intanto dai Lodge avviene uno strano tentativo di violenza notturna con due balordi che entrano in casa e provocano la morte accidentale della signora Lodge. Mentre a casa dei nuovi arrivati è tutto un montare di angherie, staccionate erette in giardino per separarli e isolarli dagli altri, assedio quotidiano davanti alla villetta che è prima silenzioso, poi ritmato su canti religiosi, infine deflagra in violenza. Film dal doppio e parallelo binario di messa in scena (che si incrocia solo sul retro delle case dove giocano insieme i figli delle due famiglie) con, da un lato, a dipingere i Lodge, lo humor nerissimo e il sangue a fiotti a ricordare la poetica più dark e beffarda dei fratelli Coen; dall’altro, la banale paura e l’orrore quotidiano di un qualunque suprematismo bianco per dare il benvenuto ai nuovi arrivati. Suburbicon è un’opera classicamente politica modulata su un messaggio antirazzista, abitata nell’anima da un thriller con suspense congegnata al millimetro. Incredibile la maestria con cui Clooney trasfigura facce, visi, e ghigni mostruosi degli assedianti, e sa far correre a mille i suoi attori ribaltandone gli stereotipi classici dalle loro maschere mainstream: Damon è un mister Ripley indemoniato, la Moore una pazza alla Psyco, Oscar Isaac illumina comicamente dieci minuti risolutivi del film. La città di Suburbicon è ispirata alla storica Levittown in Pennsylvania costruita sul finire degli anni quaranta per una popolazione “selezionata” bianca.

Film in uscita al cinema, cosa vedere e non nel lungo weekend dell’8 dicembre

AVANTI
close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Esce ‘La lucida follia di Marco Ferreri’. La regista: “Il più irriverente tra i cineasti”

prev
Articolo Successivo

Golden Globes 2018, tre nomination per Call me by your name di Luca Guadagnino

next