Papa Francesco non è d’accordo del testo italiano del “Padre Nostro”. Ai microfoni di Tv2000, il Pontefice ha spiegato che “non è una buona traduzione quella che parla di un Dio che induce in tentazione“. Quello che “ti induce in tentazione è Satana”, ha spiegato Bergoglio. Poi ha ricordato che “i francesi hanno modificato la preghiera in “non mi lasci cadere in tentazione”, perché sono io a cadere, non è Lui che mi getta nella tentazione per poi vedere come sono caduto”.

Stando al Vangelo secondo Luca, la celeberrima preghiera del “Padre Nostro” fu insegnata da Gesù ai suoi discepoli, dopo che la richiesta degli apostoli riguardo alle modalità di preghiera ma la versione italiana continua ad avere diversi elementi che fanno discutere. Così il Papa nel suo dialogo con il cappellano del carcere di Padova, don Marco Pozza, si è posto il problema e ha ricordato come la versione francese non includa più il “non sottometterci alla tentazione”, sostituito da “non lasciarci entrare in tentazione”.

Le Figaro ha scritto che la prima formula ha indotto i fedeli a credere che Dio potesse tentare l’essere umano. “Dio invece vuole che l’uomo sia un essere libero”, ha spiegato al quotidiano il vescovo di Grenoble, monsignor Guy de Kerimel. La Conferenza episcopale transalpina, dopo decenni di controversie, ha quindi cambiato la più nota preghiera del mondo cattolico e ha distribuita migliaia di copie del nuovo testo nelle chiese di Francia.

 

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