MarraNu è parola di sfida. In questo caso di sfida esistenziale, di resistenza. Una parola in sardo, comprensibile in quasi tutta la Sardegna. Ed è questo il nome scelto da cinque ‘cervelli di ritorno‘ per la loro associazione culturale, nata nel 2016, anche perché contiene la sigla Nu. Che indica appunto Nuoro, l’Atene sarda, capitale della Barbagia: una città di cultura, distante da tutto ciò che nell’immaginario nazionale è la Sardegna. Ora la città del Nobel per la letteratura Grazia Deledda, di Salvatore Satta giurista e scrittore raffinato, del pittore Antonio Ballero e dello scultore Francesco Ciusa è tra le 31 candidate a capitale italiana della cultura per il 2020. Una corsa dedicata nel segno del riscatto di un territorio noto in passato soprattutto per il fenomeno del brigantaggio. E il riscatto passa per la forza delle donne barbaricine protagoniste dell’arte, della letteratura e dell’imprenditoria. Donne che spesso erano andate via e poi sono tornate, dopo aver accumulato altrove un ventaglio di esperienze di studio e professionali.

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