AMERICAN ASSASSIN di Michael Cuesta. Con Dylan O’Brien, Michael Keaton, Sanaa Lathan. Usa 2017. Durata 111’ Voto 2,5/5 (DT)

Tra le palme di un resort spagnolo i terroristi islamici gli uccidono la ragazza sotto gli occhi, così l’atletico Mitch Rapp, pur ferito seriamente si riprende, si allena, impara l’arabo, ingrassa trenta chili di cui la metà in addominali e si infiltra in una cellula terroristica per vendicare la fidanzata. Sarà però la CIA a notarlo e ad imporgli le cure del veterano addestratore Stan, fino a quando diventerà una micidiale macchina da guerra di un meccanismo morale e statale che non corrisponde proprio all’ideale di dio, patria e famiglia. Ispirato al primo romanzo thriller su tredici di Vynce Flynn e con protagonista Rapp, American Assassin si aggiorna al punto di partenza con i nuovi boia del secondo millennio, soffrendo però di un’incontinenza di sparatorie, botte, e soprattutto tanto sangue che scorre a fiotti e rivoli dappertutto, mescolando la celerità d’azione della saga di Bourne alla cocciuta violenza della serie Taken con Liam Neeson. Mitch con la sua pervicace testardaggine è comunque il centro di ogni piega del racconto che, alla lunga richiede qualche punto di fuga (ricordate le digressioni in Rambo?). Ad ogni modo nulla di nuovo tecnicamente e stilisticamente nel mondo dell’action, anche se il regista Cuesta ci aveva favorevolmente colpiti con La regola del gioco. O’Brien/Mitch è il protagonista cresciutello della saga di Maze Runner.

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