“Sono state assolutamente falsate“. Alessandro Di Battista torna sulle regionali siciliane: “Se penso che possiamo vincere le prossime elezioni? Sì. Me ne sono reso conto durante le votazioni in Sicilia – ha detto l’esponente del M5s parlando ai microfoni di Circo Massimo, su Radio Capital – oggi stanno uscendo scandali su scandali legati al voto di scambio. Se andrebbero rifatte? Non c’è la possibilità normativa di rifarle, ma queste elezioni sono state assolutamente falsate. Se fossero state libere il Movimento 5 Stelle le avrebbe vinte: il voto è assolutamente inquinato, e Musumeci (Nello, candidato della coalizione di centrodestra uscito vincitore dalle urne, ndr) è il principale responsabile”.

Dopo aver annunciato al volontà di non correre alle politiche del 2018, Di Battista invita Matteo Renzi a fare lo stesso: “Anche Renzi si potrebbe non ricandidare e anche lui riceverebbe migliaia di attestati di stima da parte degli italiani, come è successo a me – ha detto l’esponente dei Cinquestelle – lo invito a farlo”. Anche perché  “Renzi come tanti altri aveva detto che se avessero perso il Referendum se ne sarebbe andato”, ha detto il deputato. Secondo cui “Di Maio è miglior candidato possibile alla Presidenza del Consiglio. Lo sosterrò in ogni modo, ma non lo farò da candidato”. “Non c’è mai stata nessuna dicotomia – ha aggiunto Di Battista – lui mi ha chiesto massimo sostegno e sa che arriverà”.

La replica del segretario del Partito Democratico non si fa attendere: “In questo anno l’ho fatto, mi sono fatto da parte e sono stato tra la gente, e rispetto la scelta di Di Battista. Dopo di che il gioco della politica è quello di candidarsi e cercare di avere più voti”, ha detto Renzi intervistato su Radio Rai1 a Radio Anch’io. “Di Battista dice una cosa bella sullo stare fuori dalla politica – ha proseguito l’ex premier – anch’io da un anno ho fatto un’esperienza bella, ho vissuto questa esperienza in giro nel Paese. Ma la politica si fa per cambiare le cose“.

E rispondendo a una domanda sul perché sia la Rizzoli – di proprietà di Silvio Berlusconi – a pubblicare il suo libro Meglio liberi, Di Battista risponde: “Io non ce l’ho con il Berlusconi editore: ce l’ho con il Berlusconi politico e voglio mandarlo a casa. Lo diceva pure Montanelli: finché Berlusconi era soltanto editore, lui aveva piena libertà; il problema è stato quando è entrato in politica”. “Berlusconi Si occupasse solo degli interessi che ha nell’editoria, la smettesse di tenere sotto scacco il paese con l’idea di un futuro inciucio con il Pd – argomenta ancora – perché questa è l’idea che ha Berlusconi: arrivare con il Pd al 51% e fare l’inciucio. Ma glielo impediremo”.