“È sconcertante come nelle ultime 48 ore la libertà di stampa a Milano sia stata oggetto di interventi di ‘controllo’ da parte delle autorità giudiziarie che, attraverso la Guardia di Finanza hanno ‘prelevato’ materiale frutto di inchieste giornalistiche arrivando addirittura al sequestro di un computer alla redazione de Il Sole 24 Ore”. Così domenica 19 novembre anche la Federazione nazionale della stampa (Fnsi) e l’Associazione lombarda dei giornalisti (Alg) hanno infine preso posizione sui i controlli subiti dai cronisti de Il Sole 24 Ore, Nicola Borzi, e de La Verità, Francesco Bonazzi, avvenuti tre giorni prima nell’ambito dell’inchiesta sul finanziamento dei servizi segreti attraverso conti correnti accesi nella Popolare di Vicenza.

A rendere nota l’acquisizione di atti era stato l’Ordine dei Giornalisti di Milano sabato 18 novembre. Il presidente lombardo dell’Ordine, Alessandro Galimberti aveva quindi chiesto che “il Csm faccia chiarezza“, sottolineando come “l’accesso della polizia giudiziaria della Gdf nella redazione e nel sistema informatico del Sole 24 Ore ripropone con forza il tema della proporzionalità degli atti di indagine delegati dalla Procura, e perciò del rispetto dei diritti dei giornalisti, delle loro fonti e, in definitiva, dei lettori-cittadini. Non è ammissibile che gli ufficiali di Pg ritengano di avere accesso – su delega in questo caso del procuratore capo di Roma – a tutta la memoria informatica dei dispositivi del giornalista, perché questo configura un chiaro eccesso (abuso) rispetto alle finalità dell’inchiesta”.
Sul punto, aveva concluso Galimberti, “sarebbe opportuno che il Csm indicasse le linee guida delle attività investigative delle Procure nei confronti della stampa, un tipo di ingerenza peraltro già difficile da ammettere in una democrazia veramente compiuta”.

La sera dopo la nota della Fnsi in cui il segretario aggiunto della Federazione, Anna Del Freo, collega di Borzi al Sole tanto quanto Galimberti, in linea con un comunicato sindacale pubblicato dal quotidiano in edicola domenica, ha espresso “grave preoccupazione per quanto accaduto in queste ore ai due giornalisti dei quotidiani Il Sole 24 Ore e La Verità. Non è infatti ammissibile che venga violato in questo modo e in contrasto con la giurisprudenza della Corte Costituzionale e della Corte europea dei diritti dell’uomo, il vincolo del segreto professionale che tutela la riservatezza delle fonti. I giornalisti devono poter proteggere il loro lavoro e svolgerlo al meglio, nell’interesse della democrazia e della libera informazione”.