Nei moduli per l’accettazione della candidatura non si citava la legge Severino. Ed è per questo motivo che adesso alcuni dei candidati non eletti alle elezioni regionali in Sicilia stanno prendendo carta e penna per fare ricorso. Il primo è stato Giacomo Scala, ex sindaco di Alcamo e candidato nel collegio di Trapani da Sicilia Futura, il partito dell’ex ministro Salvatore Cardinale. Poi è arrivato anche Enzo Vinciullo, non eletto nella lista Ap a Siracusa, che sta formando un comitato per presentare i ricorsi: altri candidati potrebbero aggregarsi nei prossimi giorni. L’obiettivo è fare estromettere dall’Assemblea regionale siciliana chi non ha rispettato la legge Severino nella presentazione della candidatura. La Regione Siciliana, infatti, ha fatto firmare dei moduli in cui si chiedeva, in tema di autocertificazione, di rispettare una legge del 1990 che non esiste più e che è stata superata dalla norma votata dal parlamento nel 2012. 

Solo alcuni candidati hanno indicato il riferimento alla nuova legge nelle autocertificazioni, mentre la maggior parte ha utilizzato soltanto i moduli della Regione. Dopo aver avuto accesso agli atti dei candidati eletti, dunque molti dei “trombati” intendono ricorrere. La vicenda era stata sollevata a ottobre da Massimo Costa, leader degli indipendentisti del movimento Siciliani liberi. “C’è un errore nei moduli di accettazione delle candidature predisposti dalla Regione – aveva detto – che sta creando il caos all’apertura degli uffici elettorali per il deposito delle liste”.  Secondo l’indipendentista nella vecchia norma, cioè quella citata nella modulistica, non erano previsti come causa di incandidabilità alcuni reati, contemplati invece nella legge Severino, che è più restrittiva.

Tra i reati che precludono la candidabilità nella Severino ci sono: istigazione alla corruzione, abuso d’ufficio, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio, interruzione di un servizio pubblico da parte dei capi o promotori, sottrazione o danneggiamento di beni sottoposti a sequestro penale e traffico di influenze illecite. L’ufficio elettorale della Regione siciliana aveva ribattuto: “I moduli di accettazione dei candidati sono conformi alla legge regionale 29 del ’51, noi siamo in Sicilia e dunque applichiamo la nostra norma. Dunque i moduli sono quelli e non si toccano”. Secondo l’ufficio elettorale  “le disposizioni della legge Severino” sulle incandidabilità, “come recita l’art.14 si applicano anche alle Regioni a statuto speciale. I moduli non si presentano alla Regione ma nei Tribunali, saranno loro a decidere”. E infatti adesso dovranno decidere sui ricorsi.