Mauro Moretti forever, per sempre. Condannato a 7 anni in primo grado per la strage alla stazione di Viareggio (32 morti), l’ex amministratore e presidente delle Fs per la giustizia della Repubblica italiana è responsabile di un reato gravissimo. Per la Repubblica autonoma delle Ferrovie è invece un eroe a cui rendere onore e gloria. La contraddizione è esplosa ieri pomeriggio sotto le volte della Nuvola di Fuksas all’Eur di Roma nel corso di una qualificata assemblea con un migliaio di dirigenti dell’azienda dei treni. Entusiasti e rapiti i manager hanno tributato all’ex capo una di quelle standing ovation in Italia riservate a pochi, mai ai politici o agli amministratori, raramente alla gente di spettacolo, più spesso ai campioni a fine carriera tipo Totti con la Roma.

Ecco, Moretti è il Totti della Repubblica autonoma delle Ferrovie. Sperando di ricalcarne le orme e facendosi interprete dei sentimenti dei presenti, il nuovo capo dei treni, Renato Mazzoncini, ha voluto concretamente dimostrargli la sua riconoscenza. E all’uopo gli ha solennemente consegnato la Carta di libera circolazione, cioè il biglietto per viaggiare gratis in treno sempre e ovunque. Che è stato accettato di buon grado da Moretti con lo stesso stile di quando appena pochi mesi aveva ricevuto i 9 milioni e mezzo di euro di liquidazione maturati a Finmeccanica di cui era diventato l’amministratore dopo l’addio alle Ferrovie.

Qualche ferroviere cavilloso ha obiettato sottovoce che a rigor di contratto quel benefit non sarebbe spettato al Totti dei treni perché una clausola stabilisce che tale Carta deve essere negata a chi nei 5 anni precedenti ha lavorato, basta un solo giorno, in un’altra azienda. E Moretti in Finmeccanica ci ha lavorato per anni. L’obiezione si è però persa tra gli applausi, compresi quelli degli illustri ospiti: il ministro dei Trasporti Graziano Delrio e Oscar Farinetti invitato per narrare l’avventura di Fico, il luna park del tortellino di Bologna, che deve ancora aprire, con i binari c’entra poco, ma sarà un successo sicuro. E tanto basta. Un altro ferroviere sofista avrebbe voluto far notare ai presenti che con Moretti per Viareggio sono state condannate anche le aziende Trenitalia e Rfi a cui è stata inflitta una pesante multa. E avrebbe voluto aggiungere che in una Repubblica normale di solito a un amministratore responsabile di una condanna per le aziende del gruppo di cui è a capo viene chiesto un risarcimento. Ma i cittadini della Repubblica autonoma dei binari erano troppo impegnati con i battimani per prestare orecchio a queste bazzecole.