Il piano B resta quello di indicare Salvatore Rossi, direttore generale di via Nazionale. Ma per il premier Paolo Gentiloni la prima opzione è confermare Ignazio Visco alla guida di Bankitalia, nonostante la mozione dem che puntava a “mettere in mora” il governatore addossandogli la responsabilità di non aver vigilato a sufficienza sugli istituti andati in crisi. Secondo La Stampa, però, Gentiloni sta riflettendo sulla possibilità di fare sì il nome di Visco, ma “sottolineando la richiesta di rinnovamento avanzata da più parti in Parlamento“. Insomma: optiamo per la continuità, come auspica la Bce di Mario Draghi che – ricorda Repubblica – “spinge per evitare scossoni mentre in Europa si decide l’unione bancaria”. Ma diamo anche un segnale di fatto in linea con il messaggio renziano: “Stiamo dalla parte dei risparmiatori”.

Sullo sfondo resta comunque la possibilità che Visco stesso decida di fare un passo indietro. In questo modo Palazzo Chigi e il Quirinale, cui spetta il compito di scrivere il decreto di nomina, sarebbero fuori dall’impasse e potrebbero accordarsi su un altro membro del direttorio – il più gettonato sembra appunto Rossi, meno quotato il vice Fabio Panetta – senza dare l’impressione di aver ceduto alla “irrituale” mossa del Pd renziano. Repubblica comunque sottolinea che Gentiloni, in vista del consiglio dei ministri di venerdì 27 durante il quale si dovrà trovare la quadra, ha dalla sua l’arma del Rosatellum. La legge elettorale arriverà nei prossimi giorni al Senato e il premier può evitare di mettere la fiducia, cosa che invece il governo ha fato alla Camera. Infatti “la maggioranza non è in bilico visto che a Pd e Ap si aggiungono Forza Italia e Lega, alleati dell’accordo”.

Non chiedere la fiducia sarebbe una sfida a Renzi, che “quella legge vuole a tutti i costi e in tempi brevissimi”. Del resto però, nota Il Messaggero, il segretario dem ha già ottenuto l’obiettivo a cui puntava: “Se Visco, quando verrà ascoltato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta, dovesse puntare l’indice contro il padre di Maria Elena Boschi (ex vicepresidente della banca aretina) o contro il governo Renzi, potrà dire che si tratta di una vendetta“.