Dopo il Gp del Giappone si passa ora negli Stati Uniti sulla pista di Austin in Texas. Tracciato anch’esso, ad elevato carico aerodinamico e tecnicamente tra i più completi e meglio riusciti all’architetto Hermann Tilke. Un circuito che mette a dura prova molte componenti fondamentali della vettura e che premia chi saprà trovare il giusto equilibrio e compromesso tra la parte composta da curvoni veloci, quella mista e il lungo rettilineo con staccata finale.

La lunga sequenza di curve e cambi direzione della prima parte sarà favorevole a chi potrà disporre di un elevato carico aerodinamico e una ottima reattività nei cambi di direzione. Qui probabilmente sarà la SF70-H, che grazie alla sua complessa aerodinamica e al suo passo corto potrà essere leggermente favorita rispetto alla concorrenza. Non va però sottovalutato anche il potenziale della RB13 che in porzioni di tracciato come questo, potrà dire la sua.

Il rettilineo più lungo non è quello della linea di partenza ma quello opposto ai box dove le vetture impiegano circa 14 secondi per percorrerlo. Tratto che favorirà chi dispone di un’unita motrice più performante ma anche di un’efficienza aerodinamica migliore, un identikit che sembra indicare nella W08 la favorita in questo parte del tracciato.

Nel tratto misto ci si dovrà affidare alla trazione della vettura e al buon funzionamento del sistema sospensivo anteriore e posteriore. Tratto che potrebbe nuovamente premiare in primis la Ferrari ma anche la Red Bull.

L’altezza da terra sarà ridotta notevolmente per favorire il carico aerodinamico ed un enorme lavoro graverà sulle sospensioni della monoposto che saranno costantemente sollecitate nei continui cambi di direzione che il circuito propone.

Più volte vi abbiamo parlato dell’efficacia della sospensione anteriore della SF70-H che sembra però essere ritornata ad utilizzare la versione precedente agli sviluppi introdotti in Belgio. Sarà, comunque, un punto forte della Rossa che già aveva ampiamente dimostrato di possedere un comportamento dell’asse anteriore assolutamente eccellente.

Sotto nell’immagine vediamo una comparazione tra la sospensione anteriore della Ferrari e quella della Red Bull, le soluzioni probabilmente più efficaci dell’intero schieramento, che per il terzo elemento hanno optato per scelte diverse.

La Red Bull utilizza un terzo elemento a molla con tazze “belleville” il sistema, che basato esclusivamente sulla componente meccanica, risulta essere molto efficace grazie alla sua capacità di scaricare uniformemente le forze longitudinali.

La Ferrari, invece, ha optato per sistema misto: un terzo elemento dotato di una molla elicoidale e di una parte idraulica. Questa scelta permette di raccogliere i vantaggi del sistema idraulico che consente regolazioni ben più precise senza però abbandonare la semplicità della soluzione meccanica a molla elicoidale.

Totalmente diverso, invece, quello della Mercedes che ha puntato unicamente sul sistema idraulico. Filosofie diverse con pregi e difetti ma che portano comunque a risultanti simili.