La lunga guerra tra umani e mutanti ormai non aveva più tregua; e l’Italia era stata individuata da questi ultimi come l’anello debole in cui rompere il dominio della specie egemonica, sfruttando l’avvenuto rincretinimento del sapiens in ignorans ad opera di decennali intrusioni mentali delle televisioni commerciali. Un Paese popolato da torme di zombi che si aggiravano salmodiando “dagli all’immigrato” mentre l’apparato produttivo e l’intero territorio crollavano sotto i colpi della precarizzazione del lavoro e della mancata manutenzione dell’ambiente. I veri problemi irrisolti, avvolti nelle fumisterie delle propagande terroristiche e annegati tra gli schizzi di bava avvelenata del nuovo tormentone nazionale: “maledetta Boldrini, dark lady dell’extracomunitario”.

Dunque la missione di conquista era stata affidata a due potenti X-men, scelti proprio per i loro straordinari superpoteri: l’eternauta Silvio Berlusconi, evoluzione del ceppo craxiano “Milano da bere” in “Italia da trangugiare”, e il resiliente Matteo Renzi, democristiano transgenico dalla fanfaniana “razza padrona” virata in “razza predona”.

Il primo si era trasformato in un cyborg immortale grazie agli innumerevoli innesti e trapianti ricevuti, che andavano dalla chioma alla prostata, l’altro era in grado di rimbalzare a ogni pressione esterna, riacquistando la configurazione precedente alle botte ricevute proprio grazie alla propria, incredibile, plasticità elastica. E alla sovrumana faccia tosta.

In modi diversi, entrambi invulnerabili; sia alle bordate della Cassazione, le cui sentenze passate in giudicato dovevano espellere definitivamente dalla politica il Silvio, non meno che ai referendum istituzionali, i cui esiti avrebbero ridotto a polpetta un politicante normale. Ma non il Matteo “sempre in piedi”.

Il mandato strategico ricevuto da Magneto (Putin? Tramp? Mossad?) era quello di destabilizzare il sistema partitico portandolo alla più assoluta ingovernabilità, ognuno operando su un pezzo di classe politica. Facilitati nel compito da due mutanti occulti: Beppe Grillo Banshee, il cui urlo sonico Vaffa devasta le psiche nel raggio di centinaia di metri, e Iceman Davide Casaleggio, munito di una piattaforma raggelante denominata Rousseau in grado di congelare il raziocinio di spiriti credenti, inducendo loro visioni mistiche di paradisi virtuali. Infatti il ruolo di Banshee-Grillo e David-Iceman è sempre stato quello di sterilizzare la protesta dei cittadini, deviandola da ogni combinazione elettorale utile per cambiare le cose. In questo aiutati dal camaleontico Mistico, il pentastellato Di Maio, impareggiabile nel fare incetta opportunistica di consensi avvicinando ogni uditorio e dicendogli quello che vuole sentirsi dire. Quindi, infischiandosene delle contraddizioni più palesi: Europa ed Euro no, Europa ed Euro sì; fascismo sì, fascismo no

La strategia degli X-men Silvio e Matteo era quella di bloccare ogni ragionevole regolamento elettorale in modo che nessuno potesse formare un governo. A quel punto si sarebbero presentati loro come salvatori della patria consegnando la politica alle loro devastanti cure. Il ragazzotto rimbalzante avrebbe potuto tornare a Palazzo Chigi per consumare tutte le sue vendette contro chi ne aveva messo a dura prova la resilienza. L’eternauta si sarebbe liberato di ogni vincolo che gli impedisce di riprendere a mediasettizzare il Paese, fare fuori l’odiato bretone Bolloré e completare il repulisti dalle sue parti. Azione sinergica per trasformare la Seconda Repubblica in terra bruciata; e completare il lavaggio del cervello del popolo italiano, ormai sottomesso al culto dei due alieni dominanti.

Comunque vada l’operazione, il successo è assicurato, visto che ad opporsi agli X-men maneggioni sono avversari non meno allucinanti: contro il DC transgenico due Democristiani di puro DNA come Dario Franceschini e Paolo Gentiloni (con l’apporto per nuovi compromessi storici della coppia PCI purosangue Andrea Orlando e Marco Minniti); a contendere il campo al cyborg immortale un barbaro regredito allo stato ignorans demens denominato Matteo Salvini.

Comunque vada, l’italica precipitazione nel baratro è garantita.

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