Un gruppo automobilistico cinese ha fatto un’offerta per comprare Fiat Chrysler a un prezzo “poco superiore al suo valore di mercato”. Il numero uno Sergio Marchionne ha declinato perché la cifra era insufficiente, ma altri produttori della Repubblica popolare sono interessati. E alcuni manager Fca sono andati in Cina per incontrare i vertici di Great Wall Motor, la maggiore azienda cinese del settore. A rivelare le indiscrezioni è stato, lunedì mattina, il sito di Automotive news. E la notizia, non smentita da Fca, è stata subito rilanciata dai portali di La Stampa e Repubblica che fanno capo alla Exor della famiglia Agnelli. A Piazza Affari il titolo, in scia a queste voci, ha chiuso la seduta con un guadagno dell’8,15 per cento.

Automotive News dà conto anche della visita di una delegazione cinese nel quartier generale di Fca a Auburn Hills. Non è chiaro però, spiega, quali siano i produttori che hanno avviato due diligence in vista di una possibile acquisizione: secondo l’articolo “diverse fonti ne hanno indicati differenti: Dongfeng Motor (già socio di Peugeot-Citroen, ndr), Great Wall, Zhejiang Geely Holding Group e l’attuale alleato di Fca in Cina Guangzhou Automobile Group“.

Quello che un’ulteriore fonte dà per certo è che “qualsiasi cessione potrebbe riguardare i profittevoli marchi Jeep e Ram, così come Chrysler, Dodge e Fiat, ma escluderebbe Maserati e Alfa Romeo“, che “verrebbero scorporati come è stato fatto con Ferrari“, separata da Fca e quotata su Borsa italiana e a Wall Street, “per massimizzare il profitto di Exor”. Secondo Automotive News “la rete globale e i prodotti di Fca, specialmente a marchio Jeep e Ram, presentano i requisiti fissati dal governo cinese per acquisizioni attrattive” e consentirebbero ai costruttori locali di aggredire il mercato Usa dopo aver superato con fatica, negli ultimi anni, il divario di qualità che veniva loro attribuito.

Il sito de La Stampa riporta la notizia con evidenza, sotto il titolo “Fca nel mirino di acquirenti cinesi”. Repubblica, nell’articolo sulle indiscrezioni, sottolinea che appare “piuttosto improbabile che in questa fase di venti di guerra l’amministrazione Trump dia il disco verde alla vendita della Jeep ai cinesi”.

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