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Bergamo, 23enne uccide il patrigno a coltellate durante la lite: “Lo rimproverava perché non cercava lavoro”

Ferita anche la madre del giovane, ma non è in pericolo di vita. A dare l'allarme i vicini
Bergamo, 23enne uccide il patrigno a coltellate durante la lite: “Lo rimproverava perché non cercava lavoro”
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Un 23enne ha ucciso il suo patrigno dopo aver aggredito la madre a Bergamo. Secondo una prima ricostruzione il giovane ha litigato con la donna, una moldava, ferendola con un coltello: non è in pericolo di vita. Poi ha colpito a morte il patrigno, un italiano sui 40 anni, sempre con una lama. Il 23enne è stato fermato dalla polizia. Secondo una prima ipotesi emersa durante le indagini della squadra mobile coordinate dal pm Emanuele Marchisio tutto sarebbe avvenuto nella cucina dell’appartamento: alla lite hanno partecipato tutt’e tre. Il giovane non aveva mai accettato il legame tra la madre e il patrigno e quest’ultimo lo avrebbe inoltre accusato di non lavorare e oggi lo avrebbe in particolare rimproverato perché non si sarebbe impegnato nel cercare un lavoro.

L’omicidio è avvenuto nel primo pomeriggio di lunedì in una palazzina del quartiere di Valtesse, zona residenziale della periferia di Bergamo. La vittima, un italiano che ha sposato la mamma del ragazzo, sarebbe stato colpito anche con un martello. A dare l’allarme sono stati i vicini di casa, attirati dalle urla della donna. La moldava è stata poi portata in ambulanza all’ospedale Papa Giovanni XXIII della città, dove è stata operata. Dopo la violenza il ragazzo non si è allontanato dall’appartamento. Qui è stato trovato e fermato dalla polizia che subito ha attivato la scientifica per i rilievi.

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