Il 24 luglio, la Turchia festeggia la giornata nazionale per la libertà di stampa. Ironia della sorte, nella stessa giornata sono stati trascinati in tribunale 19 tra redattori, impiegati e legali di quello che un tempo era il più grande quotidiano dell’opposizione liberale: Cumhuriyet.

Il direttore, Can Dundar è costretto a vivere in esilio, dopo essere stato arrestato, condannato ed essere scampato a un attentato. Altri redattori sono in carcere insieme a oltre cento giornalisti, tutti accusati di aver fomentato e partecipato al tentato “golpe” del luglio scorso.

Proprio Can Dundar ha definito la Turchia il più grande carcere al mondo per giornalisti, per altro non solo di giornalisti, perché nelle galere ci sono magistrati, avvocati, insegnati, studenti, oppositori di ogni fede e colore, tutti accomunati dalla stessa accusa. Il processo che si è aperto il 24 luglio potrebbe concludersi il 27 luglio e i 19 potrebbero essere condannati all’ergastolo per aver fornito notizie “non gradite” a Erdogan, dunque per aver fatto i giornalisti.

“Non lasciateci soli, date voce alla nostra battaglia per la libertà di informazione”, questo l’appello che ci hanno inviato dalla Turchia, ci sembra giusto pubblicarlo chiedendo a ciascuno di noi di aderire, di rilanciarlo, di non smettere di gridare #nobavaglioturco.

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