Confesso di non riuscire più a comprendere le persone che compongono quella comunità politica chiamata PdUn’altra tornata elettorale sancisce per il loro partito l’ennesima sconfitta ma nessuno di loro sembra volerne trarre le conseguenze. Anzi, sono in molti in queste ore a fregarsi le mani in vista di un possibile futuro inciucio con l’Highlander pregiudicato, Silvio Berlusconi.

Se il Pd fosse un’azienda privata, avrebbe da tempo cambiato tutta la sua plancia di comando, un po’ come accadde con l’estromissione del povero Bersani che pure aveva ‘non perso’ le elezioni (l’attuale schiacciante maggioranza Pd alla Camera si deve alle storture del Porcellum ma fu lui ad ottenerla). Invece, da quando in sella c’è il giovanotto della provincia fiorentina, quel partito ha preso più schiaffoni di Pappagone, ma il sapido giovanotto continua a restare in sella.

Nell’arco dei suoi 1024 giorni trascorsi al governo, l’attuale segretario del Pd ha fatto di tutto per smontare i valori del proprio partito e i diritti dei lavoratori, ha tradito compagni di partito (Enrico Letta), si è alleato con la destra da sempre combattuta (Patto del Nazareno), ha strizzato l’occhio a finanzieri off shore e ai capitalisti di tutto il mondo (Marchionne lo ama); ha perso tutte le competizioni elettorali alle quali ha partecipato, eccezion fatta per le Europee, guadagnate con la ‘mancetta’ degli 80 euro; ha salvato banche gestite da malviventi che avevano imbrogliato i risparmiatori; ha bloccato per mesi e mesi il lavoro del Parlamento nel tentativo di stravolgere la Costituzione italiana prendendo il più grande calcio in faccia che un politico potrebbe mai beccarsi, perdendo rovinosamente un referendum.

Oggi ha perso 12 città 12, da sempre governate dalla sinistra.

Un dirigente così, in un’azienda privata, lo avrebbero messo alla porta da un pezzo, senza liquidazione e probabilmente con un tale curriculum non troverebbe spazio in nessun’altra società basata sul profitto. Invece, nel Pd, questo giovanotto della provincia fiorentina continua a fare il bello e cattivo tempo, a decidere nomine e a blindare ministri imbarazzanti.

Cosa è successo al valoroso popolo del Pd? Li ha drogati? Li ricatta? Impossibile con tutti quanti. Il sospetto è che si tratti di una estesa forma di ‘sindrome di Stoccolma’ quella che alla lunga porta la vittima ad amare il proprio aguzzino, colui che lo tiene in ostaggio.

Dai suoi comportamenti sociali ed umani, è sempre stato chiaro che il segretario del Pd non aveva e non ha valori di sinistra da condividere (le unioni civili sono la foglia di fico, perché esistono in tutta Europa). Ma allora perché le donne e gli uomini del Pd ancora sopportano questo giovanotto e la sua ghenga toscana? Mistero.

‘Il potere logora chi non ce l’ha’ recitava Belzebù in persona e forse nel Pd si illudono di continuare a governare in questo modo: potere per il potere. Ma presto, alle prossime politiche, per restare attaccati a qualche poltrona, dovranno sicuramente condividerlo con il loro peggiore incubo degli ultimi 20 anni, Silvio Berlusconi. A meno che… Qualcuno si svegli, finalmente, esclamando ‘il re è nudo’! o meglio, ‘che diavolo stiamo facendo con il partito erede di quello di Berlinguer’?

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