La Cassazione ha dato il via libera all’iscrizione all’anagrafe di Venezia di un bambino con due mamme. Il piccolo, nato a Londra con fecondazione eterologa, è stato registrato dall’ufficio dello stato civile britannico come figlio di entrambe le donne ma non dagli uffici veneziani, che hanno opposto un netto rifiuto alla richiesta in quanto considerata “contraria all’ordine pubblico internazionale”.Anteprima

Di parere opposto la Cassazione che sottolinea come la registrazione del bambino con due mamme non sia da ostacolare in quanto “effettuata e perfezionata all’estero e certificata dall’atto di stato civile di uno Stato straniero” e quindi non “contraria all’ordine pubblico (internazionale)”. A questa posizione, la Cassazione è arrivata seguendo la giurisprudenza della Corte dei diritti umani che mette in primo piano “l’interesse del minore nonché il suo diritto al riconoscimento ed alla continuità delle relazioni affettive anche in assenza di vincoli biologici e adottivi con gli adulti di riferimento, all’interno del nucleo familiare”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Diritto di cittadinanza, il ddl è un segnale positivo ma a prevalere è sempre il sangue

prev
Articolo Successivo

Pride, a Torino sfila anche Gianni, primo vedovo di un’unione civile: “52 anni di attesa per sposarsi, ma la battaglia non è finita”

next