Continua a stupire la sonda Rosetta atterrata sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko lo scorso settembre. E continua a regalare informazioni importantissime agli scienziati. L’ultima è che una parte del gas xeno presente nell’atmosfera sarebbe stato portato in dono dalle comete alla Terra bambina. La sonda ha ‘fiutato’ la presenza di xeno del tutto simile a quello terrestre di cui ancora non si conosceva l’origine. A risolvere questo mistero è uno studio internazionale coordinato dal Consiglio nazionale delle ricerche francese (Cnrs) e pubblicato su Science.

Le sue conclusioni rappresentano un altro importante tassello per capire quanto le comete abbiano contribuito a dare una fisionomia al nostro pianeta, portando su di esso elementi importanti a partire dall’acqua. Lo xeno è un gas nobile incolore, inodore e molto pesante, presente in natura in nove forme (isotopi) differenti, che possono mescolarsi dando una ‘firma’ unica che identifica l’origine del gas. Questa ricostruzione non è sempre facile, e infatti i modelli elaborati finora per spiegare l’origine dello xeno terrestre prevedevano una fonte ignota, tutta ancora da decifrare.

La soluzione potrebbe averla trovata la sonda Rosetta, ‘fiutando’ appuntando la chioma della cometa 67P con il suo spettrometro Rosina (Rosetta Orbiter Spectrometer for Ion and Neutral Analysis). Analizzando i dati raccolti dallo strumento nel maggio del 2016, si è infatti scoperto che lo xeno emesso dalla cometa era rimasto intrappolato nel suo ‘cuore’ ghiacciato già prima della nascita del Sistema solare. La sua ‘firma’ isotopica è risultata molto simile a quella dello xeno terrestre di origine ignota. Secondo i calcoli dei ricercatori, dunque, è molto probabile che circa il 22% dello xeno atmosferico sia stato portato in dono dalle comete. Lo scorso anno Rosetta aveva ‘trovato’ invece per la prima volta con certezza alcuni degli ingredienti fondamentali per la vita. Un risultato speciale dopo il risveglio avvenuto due mesi prima della sonda.

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