“Buoni i dati”, dice Matteo Renzi. “Una crescita lenta, ma inesorabile” assicura Beppe Grillo. “Risultato molto, molto positivo” sottolinea Matteo Salvini. Il giorno dopo le elezioni amministrative, il grande classico: hanno vinto tutti. La corrente di pensiero nel Partito democratico era chiara già dalla notte elettorale ed è ribadita oggi dal responsabile Enti locali Matteo Ricci: “Dobbiamo metterci subito al lavoro per i ballottaggi, dove si riparte da zero e zero – dice il sindaco di Pesaro – Noi abbiamo vinto due capoluoghi al primo turno, Cuneo e Palermo, e il centrodestra ha vinto a Frosinone: finisce 2 a 1 per noi. In gran parte dei Comuni il centrosinistra è avanti ma da domani pancia a terra per vincere i ballottaggi”. Questa la ricostruzione del Pd che spinge il segretario a definire “buoni” i dati, anche se risparmia toni trionfalistici: “Il giorno dopo delle elezioni solitamente si fanno tante analisi, chiacchiere e discussioni, come è persino naturale. Noi oggi abbiamo fatto una scelta diversa. Con il presidente del Lazio Nicola Zingaretti abbiamo preso una macchina e siamo saliti a Accumoli e Amatrice per fare il punto sui cantieri. Senza dirlo ai giornali, senza dirlo a nessuno”. Un messaggio peraltro condiviso su facebook. Nel frattempo il capogruppo alla Camera Ettore Rosato dà un’intervista a Repubblica e parla solo di Cinquestelle, della loro “sconfitta”, degli elettori che li puniscono. Lorenzo Guerini, coordinatore della segreteria del Pd, intervistato dal Corriere della Sera, aggiunge che “il nostro obiettivo era giocarci la partita del ballottaggio. Le proiezioni sembrano confermare le nostre aspettative, per cui siamo soddisfatti. E lo siamo, in particolare, per la vittoria di Leoluca Orlando” che peraltro il Pd ha appoggiato dopo 5 anni di opposizione. “Se i numeri reali confermassero il quadro iniziale, avremmo: tenuta del Pd e del centrosinistra, brusca frenata dei Cinque Stelle e tenuta/incremento del centrodestra. Sarebbe significativo, ma prematuro per trarne conseguenze a livello nazionale. Queste elezioni hanno importanza nelle città in cui si vota. Non darei loro un significato che non devono avere”.

I toni di Grillo sono analoghi, tra la prudenza e la soddisfazione: “Il M5s è stata la forza politica più presente a questa tornata elettorale – scrive sul blog – Gli altri partiti si sono camuffati, soprattutto il Pd che si è presentato in circa metà dei comuni rispetto al Movimento. I risultati sono indice di una crescita lenta, ma inesorabile”, sottolinea il garante del M5s. “Tutte le prime pagine dei giornali – obietta – sono però dedicati al fallimento del M5s. Illudetevi che sia così per dormire sonni più tranquilli. Noi continuiamo ad andare avanti per la nostra strada”.

A dare una mano ai Cinquestelle arriva Matteo Salvini. In questo senso: “Non capisco perché il Pd esulti della presunta disfatta dei Cinquestelle – dice – Per me sono andati meglio di loro. Se c’è uno sconfitto è Renzi che ha dovuto mascherarsi dietro liste civiche. Noi e i 5 stelle ci mettiamo la faccia”. Il leader del Carroccio nasconde a fatica l’entusiasmo: “E’ finito il primo tempo. Ora c’è il secondo da giocare e da vincere” ma il risultato è “molto positivo”. Per lui “la partita più bella” è a Genova, ma l’obiettivo è vincere anche in Comuni come Alessandria, Como, Monza, Padova e Verona. Fino al giorno del ballottaggio, promette, “fisserò la residenza nella periferia di Genova” e in quella delle altre città anche per convincere chi non è andato a votare a farlo.

Silvio Berlusconi per il momento tace. Parla Daniela Santanchè: “Siamo più che soddisfatti del risultato ottenuto dal centrodestra a queste amministrative. Siamo tornati in vetta, con un’unione Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia che può e deve essere confermata anche a livello nazionale. In ogni caso c’è bisogno di noi”. “Grande soddisfazione” è espressa anche dal capogruppo alla Camera Renato Brunetta. “Uniti siamo vivi, vitali e pronti a governare – dice euforica Mariastella Gelmini alla Stampa – La ricetta del centrodestra è vincente forse perché dopo tante falsità e calunnie si è finalmente certificato che il governo di Silvio Berlusconi è stato l’unico ad avere aumentato le pensioni minime, ad avere eliminato la tassa sulla casa ed avere diminuito il tasso di disoccupazione”.