La legge elettorale torna in Commissione. E probabilmete lì morirà. La richiesta è stata fatta dal Partito Democratico, tramite il Capogruppo a Montecitorio Ettore Rosato. Ma le sue parole vengono messe in discussione sia da gruppi di maggioranza come Articolo 1-Mdp, sia da Alternativa Popolare, fino a Daniele Capezzone, che smonta la ricostruzione dell’incidente sull’emendamento riguardante le minoranza ed il Trentino. “La sconfitta è del Partito Democratico”, afferma Capezzone, deputato del gruppo Conservatori e Riformisti, che ricostruisce le modalità del voto segreto della mattinata sulla legge elettorale: “Se siete finiti a meno 15 non bastavano i voti dei Grillini”, accusa il parlamentare fittiano. “Reazione del Pd sproporzionata e sospetta”, afferma Francesco Laforgia, capogruoppo degli ex dem di Mdp alla Camera dei Deputati.  Gli unici ad appoggiare la richiesta dem sono quelli di Forza Italia, con Renato Brunetta, mentre Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Alternativa Popolare difende il M5S e chiarisce: “L’emendamento era legittimo e non modificava la natura delle Legge elettorale e se la maggioranza che sostiene l’accordo – Pd, M5S, FI e Lega Nord – volesse modificare quell’emendamento c’è il Senato, ma non è questo il punto – sottolinea Lupi rivolto ai colleghi del Pd – avete voluto associare la legge elettorale al tema del voto anticipato. Nel far questo o siete dilettanti o ingenui o siete in malafede

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