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Pisa, rivolta in carcere dopo una live su TikTok: detenuti denunciano la presenza di microspie nelle celle. Scontri con la polizia

La protesta è scoppiata intorno alle 19 dopo la scoperta dei dispositivi nascosti: “Picchiati con i manganelli, abbiamo il diritto di non essere spiati”
Pisa, rivolta in carcere dopo una live su TikTok: detenuti denunciano la presenza di microspie nelle celle. Scontri con la polizia
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Una rivolta in carcere partita da una live su TikTok. È cominciata in questo modo la sommossa scoppiata nel penitenziario di Pisa: a quanto si apprende, un intero reparto sarebbe finito per alcune ore sotto il controllo dei detenuti. All’esterno dell’istituto ci sono decine di agenti di polizia, carabinieri e polizia penitenziaria, mentre un’ambulanza del 118 si trova attualmente all’interno. Nella live trasmessa sul social, un detenuto di origini bengalesi avrebbe mostrato che in alcune celle erano state introdotte delle “cimici” a fini investigativi.

Secondo una prima ricostruzione, nelle ore precedenti la polizia penitenziaria avrebbe fatto uscire i detenuti dalle celle con il pretesto di una prova di evacuazione, approfittandone per installare microspie e telecamere. A raccontarlo sono stati gli stessi detenuti in una seconda diretta su TikTok, trasmessa da un telefono cellulare entrato nel reparto nonostante i divieti. Gli uomini del secondo reparto giudiziario hanno riferito di essere rimasti fuori dalle celle per circa due ore e di avere scoperto soltanto dopo ore la presenza dei dispositivi elettronici nascosti all’interno.

La rivolta è scoppiata intorno alle 19. Nel corso della serata ci sarebbero stati anche scontri tra alcuni detenuti e gli agenti della polizia penitenziaria, tanto che all’interno della casa circondariale sono arrivate alcune ambulanze per prestare soccorso. Durante la diretta sui social, i detenuti si sono mostrati a viso scoperto e, alternando interventi in italiano e in albanese, hanno denunciato di essere “stati picchiati con i manganelli”. “Abbiamo il diritto di non essere spiati e di poter parlare liberamente mentre siamo in cella senza avere il timore di essere intercettati”, hanno affermato.

La situazione è attualmente sotto controllo anche se all’esterno del carcere si sono radunati alcune decine di persone fra parenti e amici di detenuti.

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