C’è una seconda lettura della terribile storia di Dj Fabo: quella che compare sulla faccia di Valeria, la sua compagna. La vediamo sorridente, piena di vita, accanto a lui su uno sfondo marino e due anni dopo (adesso) scavata dal dolore e dalla tensione della battaglia per farlo evadere dalla “notte infinita” in cui era precipitato.

“Chi li ha visti assieme – scrive Giusi Fasano sul Corriere della sera – racconta di un dramma che non è riuscito a cambiare la natura del loro amore, di due che non hanno mai smesso di essere coppia, che sono sempre riusciti a ridere e prendersi in giro, nonostante tutto. Sembra di vederla, Valeria. Lei che smonta le ruote della sedia a rotelle perché non passa nell’ascensore e, cascasse il mondo, ogni tanto Fabiano doveva pur uscire di casa; lei che bagna le labbra del suo uomo con la sambuca perché lui ne voleva sentire il sapore; lei che un giorno dopo l’altro vede peggiorare tutto e non si scoraggia mai oppure lei che lo accompagnava in quel bar sui Navigli dov’era festa ogni volta che entrava. Agli amici la sera dei suoi 40 anni (pochi giorni fa) Fabiano aveva detto: «State attenti perché di notte verrò a tirarvi i piedi, lavateli bene». Anche loro, come Valeria, hanno capito e hanno sempre sostenuto la sua scelta dopo averlo seguito mentre le provava tutte, ma proprio tutte, per cercare di vivere invece di morire”.

Dopodiché uno legge il tweet di Mario Adinolfi e si prepara alla Processione della Militia Christi dei prossimi talk show con Mario Giordano o Quagliariello che urlano “ASSASSINI!”, Giovanardi che cerca di far dimenticare le boiate sparate su Cucchi, Mara Carfagna che sbigottisce-stupefatta-di-essere consultata e Salvini che calcola quale battuta faccia più audience. Condire con qualche Andrearomano che galleggia “bordesando”, come si dice nel gergo marinaresco, in modo da non dir nulla, ma schivando comunque gli scogli del Vaticano. Shakerare il tutto e aggiungere un prete telegenico ecc ecc ecc.

Un grazie, davvero, a Marco Cappato.

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