Vivace botta e risposta a La Gabbia Open (La7) tra il segretario della Fiom-Cgil, Maurizio Landini, e l’ex manager di Uber, Elisa Serafini. Il dibattito verte sull’automazione del lavoro, riguardo alla quale Landini osserva: “Lo sviluppo tecnologico e l’innovazione non possono essere fermati. I problemi sono chi governa il processo, la finalità delle innovazioni, la redistribuzione degli orari di lavoro”. “Ma la gente lavorerà meno”, interrompe Serafini. “Vorrei farle notare che allo stato attuale in Italia siamo alla situazione opposta” – replica Landini – “Abbiamo portato l’età pensionabile a 70 anni e si sta chiedendo al lavoratore di lavorare più ore”. “Le aziende in questo non c’entrano nulla, è lo Stato che ha gestito le pensioni”, obietta la manager. E il sindacalista insorge: “Mi scusi, sia gentile, però. Quando parlo io, mi lasci finire. Io non l’ho interrotta, poi lei dica quello che vuole. Se non le piace quello che dico, esprime dopo il suo pensiero”. “Sono abituata ai dialoghi e non ai monologhi”, ribatte Serafini. “Questo non è un monologo, dico solo il mio pensiero e vorrei far riflettere su un altro punto”, controbatte Landini. E spiega: “L’Italia è il Paese con livelli di investimento nella ricerca più bassi in Europa. Se qui c’è un ritardo, è perché, anziché investire la ricchezza prodotta nel lavoro, l’hanno investita fuori dal lavoro, portando soldi via o da altri parti. In Germania pensano a realizzare le auto elettriche, in Giappone le auto a idrogeno, noi continuiamo a fare macchine con alimentazioni vecchie”. Poi aggiunge: “E non solo: le decisioni non si prendono più in Italia, ma a Detroit. La Fca (Fiat Chrysler Automobiles) non ha più sede in Italia, ma a Londra e in Olanda perché si pagano meno tasse. Gli ingegneri e le intelligenze che ci sono in Italia non ce li ha nessun altro Paese. E la realtà è che noi non li stiamo utilizzando”

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