Condannato in via definitiva, decaduto da deputato regionale e quindi scelto dalla Lega come commissario della provincia di Palermo. Alle prossime amministrative, Matteo Salvini prova a raccogliere qualche voto anche al Sud. E per questo motivo, in questi giorni, Noi con Salvini – la costola meridionale della Lega Nord – sta cercando di riorganizzare i suoi quadri. Pochi giorni fa il leader del Carroccio ha fatto il nome del deputato Angelo Attaguile come possibile candidato governatore della Sicilia alle regionali dell’autunno prossimo. Democristiano di lungo corso, Attaguile era approdato alla Camera nel 2013, “nascosto” nella lista Pdl in Campania, ma in quota Mpa dell’amico Raffaele Lombardo. Sbarcato a Montecitorio, aveva subito aperto una linea di credito con la Lega: era infatti il ventesimo deputato che ha garantito al Carroccio di mantenere un gruppo autonomo alla Camera. Quando Salvini ha deciso di allargare la sua base elettorale, ecco quindi che proprio Attaguile è stato scelto come leader di Noi con Salvini, una versione agrodolce del Sole delle Alpi.

In vista delle comunali di maggio, dunque, la corrente sicula del Carroccio si è dotata di un nuovo commissario che dovrà coordinare la presentazione delle liste nelle 32 città della provincia di Palermo chiamate alle urne. Incarico per il quale è stato scelto Salvino Caputo,  per quattro legislature deputato regionale di Forza Italia prima e del Pdl poi. Caputo è stato per anni un berlusconiano doc, talmente fedele che ancora oggi sulla sua pagina facebook svetta la bandiera di Forza Italia come immagine di copertina. Nel giorno del suo passaggio ufficiale tra i leghisti di Trinacria, insomma, Caputo non ha ancora trovato il tempo di aggiornare i suoi profili social con i nuovi simboli. Poco importa, visto che il deputato Alessandro Pagano è entusiasta del nuovo acquisto: “Tutto il movimento – dice – si stringerà attorno a Caputo con grande impegno, al fine di portare avanti il nostro progetto insieme a Matteo Salvini in tutto il territorio siciliano. Nella provincia di Palermo  sarà il nostro punto di riferimento a livello organizzativo nei comuni che hanno imminenti scadenze elettorali”.

Più rilevante, invece, è il fatto che il neo commissario di Noi con Salvini è stato praticamente il primo politico siciliano colpito dalla legge Severino. Nel giugno del 2013 Caputo era infatti decaduto da parlamentare regionale. Il motivo? Una condanna definitiva a un anno e cinque mesi per tentato abuso d’ufficio. Da sindaco di Monreale, infatti, l’ex berlusconiano aveva tentato di cancellare alcune multe che i vigili urbani avevano contestato all’allora arcivescovo Salvatore Cassisa e ad alcuni suoi ex assessori. Inutile il ricorso in tribunale con il quale Caputo aveva cercato di rimanere all’Assemblea regionale siciliana contestando l’illegittima retroattività della norma. “Il principio di fondo è quello per cui si vuole che venga allontanato dall’esercizio di determinate funzioni pubbliche un soggetto riconosciuto ‘indegno’ in relazione a certi fatti accertati con sentenza passata in giudicato”, aveva scritto il tribunale civile di Palermo, obbligando il politico a separarsi dal suo scranno da onorevole. Adesso, però, Caputo torna in pista come salviniano. Prima, però, dovrà forse aggiornare i colori dei suoi canali social.

 

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