Poche ore dopo la strage di Berlino, Renzo Guolo spiegava su La Repubblica che con gli ultimi attentati l’Isis punta scatenare una guerra civile in Europa. Bene, con Ennio Remondino ci siamo chiesti se il Califfo non abbia trovato da tempo dei “volenterosi collaboratori”: coloro che non perdono occasione per scaricare la responsabilità dei terroristi sulle spalle di interi gruppi etnici o religiosi, che, tra l’altro, sono spesso le prime vittime del fondamentalismo religioso.

Quando accadono fatti come la “rivolta” di Gorino contro 12 donne e otto bambini o l’omicidio di Fermo (il rifugiato nigeriano ucciso a pugni, dopo che sua moglie era stata apostrofata come “scimmia”) occorre chiedersi se non ci siano da tempo dei mandanti morali.

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I due editoriali dei direttori, uno di Vittorio Feltri (“Libero”) poeticamente intitolato “Fuori dai coglioni” e l’altro di Alessandro Sallusti (“Il Giornale”), usciti a ridosso della strage di Berlino, ci hanno indotto a scrivere una lettera aperta ai due autori – memori di quanto avevamo visto nei Balcani dove la tv e le parole degli scrittori “incendiari”, come Dobrica Cosic, ebbero un ruolo centrale nell’innescare la pulizia etnica dei cosiddetti “diversi”.

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