Amica storica di Beppe Grillo, lontanissima dalla galassia dei rifiuti romani (e di tutto ciò che vi ruota intorno), in perfetta armonia col programma del Movimento 5 stelle dalla lotta contro gli inceneritori alla raccolta porta a porta. Praticamente tutto l’opposto di Paola Muraro, di cui adesso prenderà il posto. La nuova assessora all’Ambiente del Comune di Roma è Giuseppina Montanari, detta Pinuccia, che colma il buco nella giunta Raggi apertosi dopo le dimissioni di una settimana fa della Muraro dopo la notifica dell’avviso di garanzia. Scelta dal garante del M5s, alla fine accettata anche dalla sindaca come una delle condizioni dell’accordo che ha permesso all’amministrazione di andare avanti dopo la crisi per l’arresto di Raffaele Marra. Con lei cambierà un po’ tutta la gestione delle politiche ambientali della Capitale.

Sessant’anni, nata a Reggio Emilia e laureata in filosofia e giurisprudenza, anche giornalista e valutatrice della Commissione Europea, Pinuccia Montanari ha una lunga esperienza in politica: è già stata assessora in due giunte di centrosinistra. Prima nel 2004 come titolare proprio dell’Ambiente (con delega allo sviluppo sostenibile) in quota Verdi nel primo mandato di Graziano Delrio a Reggio Emilia, la sua città natale. Poi dal 2009 al 2012 alle Pari Opportunità per la sindaca Marta Vincenzi a Genova. Nel suo caso, però, i legami passati col Partito Democratico non saranno motivo d’imbarazzo per il M5s: ancor più vicina che al mondo del centrosinistra la Montanari lo è stata a Beppe Grillo. Fin dai primi anni di impegno politico del comico genovese.

Foto la ritraggono insieme al garante del Movimento ai primi V-Day del 2007 o agli spettacoli di Grillo in quel periodo. I due hanno sempre condiviso tantissimo in tema di gestione di rifiuti e ambiente: nel capoluogo ligure, ad esempio, avevano combattuto insieme (e vinto) la battaglia sul parcheggio dell’Acquasola, poi bloccato dalla giunta. Da sempre sostenitrice di “Rifiuti zero” per cui ha partecipato attivamente alla raccolta firme (ma anche al movimento “Decrescita felice“), a Reggio aveva lavorato per estendere la differenziata e la raccolta porta a porta. Tutti progetti che fanno parte del Movimento 5 stelle, stanno molto a cuore a Beppe Grillo e agli attivisti. E proverà ad esso ad importare nella Capitale, dove la nomina di Paola Muraro (consulente di vecchia data di Ama, legata più o meno direttamente agli impianti di Manlio Cerroni) aveva fatto sorgere più di un dubbio sull’intenzione di applicare fedelmente le idee del M5s.

Beppe Grillo quindi piazza in una delle posizioni chiave della giunta della Capitale una sua fedelissima. Si chiude così un’altra delle tante partite aperte sulle nomine all’interno della giunta Raggi. Questione di curriculum, titoli e competenze ma non solo: anche politica. Dopo le dimissioni della Muraro annunciate via Facebook nella notte di lunedì 12 dicembre, la sindaca aveva deciso di temporeggiare e prendere le deleghe all’Ambiente. Forse non soltanto per avere il tempo di selezionare la candidata migliore. Secondo  indiscrezioni, dietro la scelta di assumere l’interim e non nominare subito il nuovo assessore (come richiesto invece da parte della maggioranza e dal capogruppo Paolo Ferrara) si celava l’intenzione di recuperare in extremis Paola Muraro, nel caso in cui la sua posizione giudiziaria si fosse chiarita rapidamente. Strada però ritenuta poco percorribile dagli stessi collaboratori dell’ex assessora. Così era ricominciato il tormentone e il tira e molla fra le varie correnti. Dopo l’arresto di Raffaele Marra e la crisi interna, però, il pressing è diventato insostenibile: l’ “immediata sostituzione” della Muraro è diventata una delle condizioni poste alla sindaca per salvare l’amministrazione e ripartire.

Condizione evidentemente accettata: la Montanari è stata ricevuta a Palazzo Senatorio lunedì mattina e annunciata in serata. “Ha una grande esperienza nel settore e ha sempre portato avanti idee innovative che potranno contribuire ad affrontare le sfide che ci attendono, come risanare Ama“. “Lavoreremo per portare Roma in una dimensione di una città sempre più ‘Zero Waste’. Faremo un grande piano comunale per la riduzione dei rifiuti per passare dall’economia lineare a quella circolare e rigenerativa”, le prime parole dell’assessora. Con lei la Raggi (o Beppe Grillo) fa una  scelta di rottura, anche rispetto agli schemi della Capitale. Che è un po’ la principale incognita di questa nomina, la stessa che si è posta (e alcuni continuano a porre) anche per l’Assessore alla Partecipate, Massimo Colomban, pure lui fortemente voluto dalla coppia Grillo-Casaleggio. Di certo porterà la discontinuità che era mancata sotto la gestione Muraro e di cui si erano lamentati parlamentari e consiglieri del Movimento.

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