Almeno 25 morti, fra cui 6 bambini, e 49 feriti. Questo è il bilancio provvisorio, secondo quanto riferisce il ministero della sanità egiziano, dell’esplosione avvenuta in una piccola chiesa vicino alla cattedrale copta del Cairo, in Egitto. Le autorità hanno creato un cordone di sicurezza intorno al luogo dell’esplosione e sul posto ci sono diverse ambulanze.

La maggior parte delle vittime dell’esplosione nella chiesa di San Pietro e Paolo al Cairo, nel quartiere di Al Abasiya, sono donne e bambini. L’esplosione, ha detto Samuel Metias della residenza papale copta all’agenzia stampa egiziana Mena, è infatti avvenuta nella sezione femminile della chiesa. Le forze di sicurezza stanno setacciando l’area dopo aver chiuso l’accesso alle principali strade attorno alla cattedrale di San Marco e dai primi riscontri sarebbero stati usati 12 kg di tritolo per l’attentato.

Fuori dalla cattedrale nella capitale egiziana, diverse centinaia di egiziani, soprattutto cristiani, si sono radunati per una protesta improvvisata per chiedere di trovare i responsabili dell’attentato di oggi. “Se il sangue degli egiziani è a buon prezzo, che il presidente se ne vada”, gridavano i dimostranti. E ancora: “Con l’anima e il sangue proteggeremo le nostre chiese”. I manifestanti hanno chiesto le dimissioni del presidente, Abdelfatah al Sisi, e del ministro dell’Interno, Magdy Abdelgafar. Da tempo, e sotto i diversi leader egiziani, i copti, che rappresentano il 10% della popolazione egiziana, composta da 90 milioni di persone, lamentano discriminazioni.

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