“Non sono contento che sia caduto il Pd, ma ossessionato dal disagio della società. C’è troppo distacco tra un pezzo di società e l’establishment che non ha più il segnale radar”. Così l’ex segretario del Partito democratico Pierluigi Bersani a DiMartedì (La7), nella disamina del voto sul referendum costituzionale che ha portato alle dimissioni il premier Matteo Renzi, a cui segue l’opinione del direttore de Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio: “Quando dico che i Cinque stelle hanno un deficit di classe dirigente, penso a quella portata a Roma da Renzi. Quando tu ti costruisci un partito con una cricca di amici del bar, tra l’altro mediocri, alla fine i risultati si vedono”. Il dibattito si sposta sulle conseguenze del voto con il quale, secondo il giornalista Antonio Caprarica, c’è stata un’affermazione delle destre: “Come ha fatto – chiede l’ex corrispondente a Bersani – a rimanere sereno con la consapevolezza che il risultato del referendum minaccia di essere per lungo tempo, l’ultimo governo del PD?”. “La sinistra deve mettersi in testa che non può più essere quella degli anni ’90 – replica l’ex segretario – la destra gioca sulla protezione e se non togliamo noi i voucher saranno loro a farlo”. “Lei ha fatto cadere un governo di sinistra”, contesta Caprarica al quale segue l’immediata replica di Bersani: “No, io ho preservato il Pd”. Sulla stessa linea il direttore del Fatto: “L’ho spesso criticato, ma sono d’accordo con lui”– sottolinea Travaglio – “ci hanno rotto le scatole per mesi dicendo che dovevamo votare nel merito della riforma, dicendogli che faceva schifo, invece sono andati avanti come dei treni dicendo che era la riforma e anche la legge elettorale più bella del mondo e adesso chi ha votato No deve assumersi la responsabilità perchè Renzi ha preso una tranvata? Ma ha fatto tutto lui. Era mister simpatia fino a due anni fa e in due anni è riuscito a stare sulle palle agli italiani quanto aveva impiegato vent’anni Berlusconi

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