“Prodi si è convinto a succhiare l’osso, sono scelte personali, e trattandosi di Costituzione, non mi sembra un Sì entusiasta, comunque lo rispetto, ma io non succhio l’osso e neppure il bastone, non mi turo il naso e soprattutto non lascio il no alla destra”. Questo il primo commento di Pier Luigi Bersani alla nota con cui Romano Prodi annuncia il suo voto per il Sì al referendum Costituzionale. Gli allarmismi di Renzi (su lo spread, rischio instabilità, ndr) hanno funzionato? “Quando si è sotto…” risponde l’ex segretario del PD, arrivando ad una iniziativa a Roma dei “Democratici per il No”. “Io vedo tanta sinistra in questo no – afferma Bersani – Libera, l’Arci, L’Ampi, la CGIL, Libertà e Giustizia, secondo, trovo tanta gente normale che ha votato PD o che non ha più votato il PD che non è convinta di questa riforma”.

Se vince il No ci sarà un governo tecnico? “Ce l’abbiamo adesso un governo tecnico – è il siluro che sgancia Bersani contro Matteo Renzi – abbiamo il presidente del Consiglio non eletto, il Ministro dell’Economia non eletto, il Ministro dello Sviluppo Economico non eletto, i sottosegretari non eletti, così questo governo tecnico? Per me può andare avanti questo governo tecnico”.  “Il No – ragiona l’ex segretario dem – mette davanti al sistema un impedimento: non si può andare a votare perché bisognerà fare le due leggi elettorali, per Camera e Senato. Il Parlamento avrà un anno per fare le leggi elettorali ed il governo si potrà concentrar sui problemi sociali che ci sono; con il Sì, invece, l’interrogativo del giorno dopo sarà: quando si vota? Secondo interrogativo: chi vince? Questo sarà e ci sarà un punto interrogativo sul sistema. Il No ti dà il tempo di battere la palla, il Sì non lo sai se ti darà il tempo di riflettere”

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