Cresce il fronte del No, stabile il Sì e soprattutto il partito dell’astensione. E se si votasse oggi ci sarebbero poche novità: il Movimento 5 Stelle supererebbe di poco più di mezzo punto il Partito democratico. La vera notizia, in tal senso, è che nell’arco di una settimana la Lega Nord di Salvini ha fatto registrare quasi un punto percentuale in più rispetto a sette giorni fa. Sono questi i dati principali del sondaggio di Fabrizio Masia mandato in onda nel telegiornale serale de La7 il 14 novembre, a venti giorni dall’apertura delle urne per il referendum costituzionale.

Per quanto riguarda il voto sulla riforma, secondo la rilevazione di Masia il No sarebbe in vantaggio di oltre quattro punti sul Sì: 39,2% contro 34,9%, con un trend in crescita dello 0,9% (anche il Sì sale, ma di appena lo 0,1%). Cala la percentuale degli indecisi, che si attesta al 25,9%, ovvero un punto percentuale in meno rispetto a una settimana fa. Stabile, invece, la fetta di chi non andrà a votare: si tratta del 40,2%, -0,1% rispetto al 7 novembre. Per quanto riguarda le intenzioni di voto per eventuali elezioni politiche, in leggero calo sia il Movimento 5 Stelle che il Partito democratico. I grillini restano primo partito col 31,2% dei voti potenziali, con un calo di quasi mezzo punto percentuale (-0,4%) rispetto a una settimana fa. I democratici cedono lo 0,2%, attestandosi al 30,6%. E mentre Forza Italia perde lo 0,4% (11,4%), da sottolineare l’incremento della Lega, che si conferma terzo partito con il 12% dei consensi potenziali, a +0,9% rispetto al 7 novembre.

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