Un’altra fragorosa sconfitta per l’Italia del rugby nel test match contro la Nuova Zelanda, terminato 68 a 10. Ma nonostante una partita a senso unico e il risultato finale che è lo specchio della differenza di valori tra le due squadre, all’Olimpico di Roma con gli All Blacks in campo è stato comunque spettacolo. Gli oltre 60mila spettatori si sono goduti la suggestione della Haka, la tradizionale danza Maori, e il gioco di una squadra che è di un altro pianeta. Come ha voluto dimostrare fin da subito, andando in meta già al quinto minuto sugli sviluppi di una mischia. La prima risposta italiana, con il calcio di Canna che ha portato il punteggio sul 7-3, è stata solo un’illusione.  Poi la ‘marea nera’ ha travolto l’Italia fino al fischio finale.

Dagli azzurri era lecito attendersi qualcosa di più. La Nuova Zelanda aveva in campo diverse secondo linee e lo stesso commissario tecnico O’Shea aveva sperato in una gara diversa. Invece il lavoro da fare è ancora molto: l’Italia ha fatto fatica a creare occasioni, com’era prevedibile, ma ha sofferto molto anche in difesa. Nel secondo tempo il calo fisico ha poi permesso agli All Blacks di affondare come lame nel burro. Il risultato è peggiore dell’ultima volta all’Olimpico, quando finì 42-10. Il prossimo appuntamento, tra una settimana allo stadio Artemio Franchi di Firenze, in un altro test match durissimo contro il Sud Africa.

 

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