“Gestione non autorizzata di rifiuti pericolosi“. E’ con questa motivazione che i Carabinieri del Noe di Bari hanno notificato a Trenitalia un provvedimento di sequestro preventivo senza facoltà d’uso di otto treni per un totale di 30 convogli che operano sulle tratte di Puglia, Basilicata e Molise. Fuori dal burocratese, il problema è che, stando a quanto accertato dagli investigatori, appena superano la velocità di 40 chilometri all’ora le carrozze scaricano sulle rotaie i liquami dei bagni. In violazione del codice dell’ambiente per quanto riguarda, appunto, la gestione non autorizzata di rifiuti pericolosi.

Non solo: lo sversamento costituisce un grave rischio ambientale e igienico-sanitario perché i liquami biologicamente contaminati vengono sparsi su tutta la rete ferroviaria, non solo pugliese. Nel fascicolo d’inchiesta della Procura di Bari sono indagati per violazioni al codice dell’ambiente il direttore generale e il responsabile Manutenzione e Pulizia di Trenitalia Puglia. Il provvedimento di sequestro, disposto dal gip del Tribunale di Bari Francesco Agnino su richiesta del pm Baldo Pisani e notificato agli indagati e per conoscenza alla Regione Puglia che è responsabile del servizio di trasporto dato in concessione a Trenitalia, sarà materialmente eseguito sabato mattina per dare modo all’azienda di predisporre bus e treni sostitutivi e ridurre i disagi per i pendolari.

“Siamo rispettosi del lavoro della magistratura e fiduciosi che presto sarà fatta giusta luce sulla vicenda”, ha commentato in una nota Trenitalia. “Tutti i nostri treni, infatti, sono conformi alle normative europee che dettano specifiche tecniche anche in relazione ai servizi igienici. Stiamo in ogni caso attivando tutte le opportune misure per ridurre al minimo i disagi per i nostri clienti”. Il sequestro riguarda circa il 20 per cento della dotazione Trenitalia della regione, che conta in totale 45 treni, in partenza da Bari sulle tratte di Puglia, Basilicata e Molise.

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