Il giornalista Lirio Abbate e L’Espresso non diffamarono Massimo Carminati. Lo ha stabilito sabato scorso il giudice del tribunale civile di Roma che ha respinto la denuncia per diffamazione avanzata da Carminati nei confronti di Bruno Manfellotto, già direttore de L’Espresso, e del giornalista Lirio Abbate per un’inchiesta pubblicata nel 2012. Il giudice ha anche condannato Carminati al pagamento delle spese di giudizio. Anche per i suoi articoli su Mafia Capitale, Lirio Abbate vive da anni sotto scorta. In questa ricostruzione fatta da Servizio Pubblico di Michele Santoro, l’ex terrorista dei Nar parla con il suo braccio destro Riccardo Brugia. E’ infastidito da un articolo pubblicato proprio da Abbate. Non vuole essere associato allo spaccio di droga: omicida sì, spacciatore no. “Non so chi è sto Lirio Abbate, infame pezzo di merda. Se lo trovo gli fratturo la faccia”.

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