Prima due, poi altre due. Nel giro di poche ore, sono quattro le donne a rivelare, su diversi giornali statunitensi, di esser state molestate da Donald Trump in un passato più o meno recente. Il candidato repubblicano alla Casa Bianca pochi giorni fa aveva negato di aver mai dato seguito alle parole riportate nel video-scandalo pubblicato dal Washington Post, quello in cui il magnate americano, nel 2005, affermava che “quando sei una star, alle donne puoi permetterti di fare quel che vuoi”“Solo parole, solo chiacchiere da spogliatoio”, aveva detto durante il confronto diretto con Hillary Clinton a San Louis, il 10 ottobre scorso. E alla domanda diretta, il tycoon aveva risposto in modo secco: “No, non ho mai fatto quelle cose”. Proprio questa dichiarazione avrebbe convinto le 4 donne ad uscire allo scoperto e a rendere pubblici i ricordi, finora tenuti riservati, delle molestie subite. Ma questi racconti non sono l’unica grana odierna per Trump. Anche la cantante Adele e la tennista Serena Williams attaccano il nominee repubblicano, mentre il Washington Post ufficializza il suo endorsement per Hillary Clinton.

Jessica Leeds: “Ero in aereo con lui. Era come un polipo, le sue mani erano dovunque” – Il quotidiano ha intervistato Jessica Leeds, ora 74enne, che ricorda ancora come un incubo il volo in prima classe che oltre 30 anni fa fece seduta accanto all’immobiliarista newyorkese che non aveva mai incontrato prima. Circa 45 minuti dopo il decollo, ricorda la donna, l’attuale candidato repubblicano alla Casa Bianca cominciò a toccarla. “Era come un polipo, le sue mani erano ovunque”. Trump, secondo la Leeds, le afferrò i seni e provò ad infilare le mani nella sua gonna: “È stata un’aggressione”. Ricordi vecchi di più di 3 decenni, ma ancora vivi. Tanto che, quando Trump ha negato di aver mai molestato una donna, nel corso dell’ultimo confronto con Hillary Clinton, la Leeds si è sentita offesa: “Volevo prendere a pugni lo schermo della Tv”.

Rachel Crooks: “Lavoravo alla Trump Tower. Mi baciò a forza” – La seconda storia è quella di Rachel Crooks che nel 2005 lavorava come centralista in una delle società della Trump Tower. Un giorno incontrò il repubblicano in ascensore e mentre lei si presentava con la classica stretta di mano, il miliardario avrebbe iniziato a baciarla sulle guance e poi “direttamente sulla bocca”. “Ero così arrabbiata perché pensavo che mi considerasse così insignificante da potersi permettere un comportamento del genere”, ha raccontato la donna che all’epoca dei fatti aveva 22 anni. Le due testimoni non hanno mai riportato gli incidenti alle autorità ed è la prima volta che raccontano in pubblico le loro storie. Interpellato dal New York Times prima della pubblicazione dell’articolo, Trump ha smentito categoricamente questi fatti. “Non sono mai accaduti”, ha detto.

La replica dello stuff di Trump: “Diffamazione, pura fiction” – Immediate le reazioni dello staff di The Donald. “Questo intero articolo è pura fiction e il fatto che il New York Times lanci un attacco completamente falso e coordinato teso a gettare fango su Mr Trump, è molto pericoloso”. Così il portavoce della campagna del repubblicano, Jason Miller, ha contestato la veridicità dell’articolo, aggiungendo che è “assurdo pensare che uno dei più conosciuti leader del mondo del business mondiale, famoso per dare incarichi importanti alle donne nelle sue compagnie, possa aver fatto le cose delle quali viene accusato in questo articolo”. Inoltre il portavoce di Trump sottolinea quanto sia sospetto il fatto che le presunte vittime di queste molestie abbiano taciuto per decenni “per poi renderle pubbliche nell’ultimo mese di una campagna presidenziale”. Anche gli avvocati di Trump hanno inviato una lettera al direttore del Times, Dean Baquet, in cui si chiede ufficialmente che il giornale ritratti le accuse e chieda scusa per l’articolo “diffamatorio”.

Natasha Stoynoff: “Volevo intervistarlo, m’infilò la lingua in bocca” – Ma le due testimonianze raccolte dal New York Times non sono le sole venute fuori sulla stampa statunitense. Subito dopo le rilevazioni della Leeds e della Crooks, è stata la volta Natasha Stoynoff, un’ex giornalista di People che ha raccontato, sul sito del magazine, come fu baciata, senza il suo consenso, da Donald Trump poco prima di intervistare il miliardario insieme alla moglie Melania. I fatti, in questo caso, risalgono al 2005, quando la Stoynoff si era recata nel resort di Trump in Florida, il lussuoso Mar-a-Lago, per realizzare un servizio per People in occasione del primo anniversario del matrimonio con Melania. Le cose, però, non andarono come lei aveva previsto. “Siamo entrati in una stanza solo io e lui, e Trump – scrive la giornalista – chiuse la porta dietro di noi. Mi voltai, e dopo qualche secondo lui mi spinse contro il muro e mi ficcò a forza la sua lingua in gola”. La Stoynoff racconta il suo sbigottimento, e il sollievo provato quando lo storico maggiordomo di Trump, un minuto più tardi, entrò nella stanza. “Ci informò che Melania sarebbe arrivata a momenti”. Per tutto il tempo, in ogni caso, il miliardario newyorkese rimase convinto che le sue attenzioni fossero gradite. “Lo sai che avremo una relazione, no?”, le avrebbe detto Trump, promettendole poi di portarla a mangiare delle bistecche in un prestigioso ristorante.

Mindy McGillivray: “Mi ha palpato durante il concerto di Ray Charles” – Sempre il famoso resort in Florida è stato lo scenario del quarto incidente denunciato oggi dalla stampa americana. È il Palm Beach Post a riportare le dichiarazioni di Mindy McGillivray, che nel 2003 accompagnò un suo amico fotografo, Ken Davidoff, recatosi a Mar-a-Lago per un servizio su un concerto di Ray Charles. “Mentre il pianista stava salutando il pubblico – racconta la donna, all’epoca 23enne – all’improvvisò sentii una palpata, un piccollo buffetto. Pensai si trattasse della custodia della fotocamera di Ken, ma quando mi girai c’era Donald. Lui fece finta di guardare altrove, e si voltò velocemente a guardare Ray Charles, mentre io rimasi scioccata”. Per tutto questo tempo, la McGillivray ha rivelato l’accaduto sono a una ristretta cerchia di amici e familiari. L’idea di rendere pubblico il suo ricordo, anche per lei, è maturata dopo l’ultimo confronto Tv tra la Clinton e Trump. Di fronte alle negazioni del candidato repubblicano circa i suoi passati abusi sulle donne, la McGillivray confessa di esser saltata dal divano urlando contro il monitor: “Sei un bugiardo!”. Ken Davidoff, figlio di Bob, storico fotografo dei Kennedy, riferisce di non aver visto coi suoi occhi l’episodio del 2003, ma ricorda come la sua amica gli riferì subito di quanto fosse successo.

Le miss: “Trump entrò nel camerino mentre ci stavamo cambiando” – Buzzfeed riporta la testimonianza di 4 donne che nel 1997 parteciparono allo spettacolo di bellezza “Miss Teen Usa”. Affermano che Trump sia entrato nel camerino dove le ragazze – alcune di loro 15enni, all’epoca – si stavano cambiando. “Ricordo che cercai d’infilarmi il vestito più in fretta possibile, perché pensai: ‘O mio dio, c’è un uomo qui'”, afferma Mariah Billado, già Miss Vermont Teen. La Billado ricorda anche che Trump disse qualcosa del tipo: “Non preoccupatevi, signorine, le ho già viste queste cose”. La ricostruzione è confermata, secondo Buzzfeed, da altre 3 donne, che però hanno richiesto di restare anonime. Due di loro ricordano quell’episodio come “scioccante” e “raccapricciante”. Un’altra invece dice che era già vestita e si presentò al tycoon. Altre undici partecipanti di quell’edizione, invece, non ricordano di aver visto Trump nel camerino. Alcune di loro, spiega Buzzfeed, affermano di non ritenere possibile che lui fosse lì. 

Anche Adele e Serena Williams contro il tycoon – In quella che per Trump si preannuncia l’ennesima giornata campale di questa chiusura di campagna, ci sono anche artisti e sportivi a criticare duramente la sua candidatura. Dopo Robert De Niro, anche la cantante Adele prende posizione contro il tycoon nel corso di un suo concerto a Washington DC: “Qualcuno ha visto il dibattito la scorsa notte? Oh mio Dio”. Come riporta il Daily Mirror, la popstar, che già nel febbraio scorso aveva intimato a Trump di non utilizzare le proprie canzoni per la sua campagna elettorale, si è detta “imbarazzata” per l’America. “Io il dibattito l’ho visto, e dovreste già sapere chi mi è paiciuto e chi non mi è piaciuto per un c…. Provo imbarazzo per voi”. Ma non basta ancora. Sulle settimanale Grazia è comparsa un’intervista alla tennista Serena Williams. “Di solito non mi esprimo su questioni politiche, ma credo – afferma la campionessa, numero 2 del ranking mondiale – che nessuno voglia un presidente che semina odio contro chi non è americano. In un Paese che è stato costruito da persone che provengono da tantissime nazionalità diverse, sarebbe una contraddizione enorme”.

Il Washington Post: “Hillary for president” – Nelle stesse ore, arriva l’endorsement ufficiale del Washington Post alla frontrunner democratica. In un editoriale, dal canonico titolo “Hillary Clinton for President” e firmato dall’intera redazione, si legge: “Nel buio e nella bruttezza di questa stagione politica, sovente viene trascurata una verità incoraggiante: c’è un candidato molto competente e molto preparato per le elezioni. Hillary Clinton ha il potenziale per essere una presidente eccellente degli Stati Uniti, la appoggiamo senza esitazione”. Sul giornale, lo stesso ad aver rivelato il video scandalo di Trump negli scorsi giorni, si legge che “il candidato presidenziale repubblicano Donald Trump è terribile, questo è vero, è evidentemente non qualificato come candidato alla presidenza”. “La signora Clinton – conclude la redazione – si rivelerà un esempio degno per ragazze che celebrano l’elezione del primo presidente donna degli Stati Uniti. Crediamo, inoltre, che chi vota per lei, tra quattro anni sarà in grado di guardare indietro con orgoglio di aver preso una tale decisione”.
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