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Silvio Berlusconi contro tutti: “No al referendum, a Renzi e al Pd. M5s? Non è in grado di governare niente”

In un messaggio di saluto inviato alla convention di Forza Italia di Fiuggi l'ex premier attacca gli avversari politici e traccia il futuro del partito: "Non rottameremo nessuno, anzi valorizzeremo chi in FI ha dimostrato di saper lavorare bene"
Silvio Berlusconi contro tutti: “No al referendum, a Renzi e al Pd. M5s? Non è in grado di governare niente”
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Contro il Movimento 5 stelle. Contro Renzi e il Pd. Contro il Sì al referendum. L’ennesimo ritorno di Silvio Berlusconi è un messaggio di saluto inviato alla convention di Forza Italia in corso a Fiuggi e organizzata dall’azzurro Tajani. L’occasione, per il presidente del partito, è anche quella per tracciare il futuro di Fi a meno di una settimana dall’appuntamento con la kermesse di Stefano Parisi a Milano, dove si capirà una volta per tutte se la nuova, possibile leadership voluta dal Cavaliere sia reale o meno.

Nel frattempo l’ex premier parla come se fosse in campagna elettorale, in un discorso che riecheggia le stagioni d’oro del berlusconismo. Un discorso ‘contro’, che parte dall’attualità per arrivare a tratteggiare i prossimi passi di Forza Italia. Innanzitutto, però, la critica agli avversari. Che in questo momento sono Renzi e il Movimento 5 stelle, che a sentire Berlusconi “non è un’alternativa in grado di governare una realtà complessa come una grande città e addirittura l’intera nazione“. Chiaro il riferimento alle vicende romane e alla crisi nella giunta di Virginia Raggi, che per l’ex Cavaliere è lo specchietto di come i grillini non possano in nessuna maniera essere un’alternativa al Pd. Verso il quale, ovviamente, si concentra la maggior parte degli attacchi. “Renzi e il Pd hanno dimostrato di avere a cuore solo il loro potere, fino a tentare di costruirsi un abito su misura – ha detto Berlusconi – : una riforma costituzionale con la nuova legge elettorale che avrebbe consentito di conquistare una maggioranza del 55 per cento in Parlamento con una quota assai minore del voto popolare. Un unico partito al potere, un unico leader di questo partito ‘padrone’ dell’Italia. Questo – ha avvertito il Cav – è assolutamente grave e dovremmo fare di tutto per scongiurarlo“.

Da qui il no secco al referendum costituzionale su una riforma “profondamente sbagliata e pericolosa, che può dare il via ad un altro regime”. All’inizio dell’iter, tuttavia, Forza Italia non era contraria al ddl Boschi. “Se la riforma fosse positiva pur stando all’opposizione la sosterremmo come ci eravamo illusi di poter fare all’inizio” ha spiegato l’ex Cavaliere. Che poi ha tracciato la strada per il futuro prossimo di Forza Italia. “Il nostro impegno è quello di rilanciare il nostro Movimento e di allargare l’area moderata, liberale, popolare che costituisce la maggioranza del Paese e che oggi si allontana dalla partecipazione politica ed elettorale – ha detto Berlusconi – Per fare questo dobbiamo rinnovarci profondamente con dettagliate proposte programmatiche, coinvolgendo energie nuove e diverse. Questo ovviamente senza rottamare nessuno, non è nel nostro stile anzi valorizzeremo chi in FI ha dimostrato di saper lavorare bene”. Chiaro il messaggio di unità lanciato dall’ex premier a tutti i notabili del partito che non vedono di buon occhio l’investitura di Stefano Parisi come nuovo leader azzurro. Garantito un impegno in prima persona: “Sarò presto di nuovo con voi per continuare a combattere insieme le nostre coraggiose battaglia di libertà”. Il testo è stato letto dal deputato Sestino Giacomoni in apertura della seconda sessione di lavori della kermesse organizzata dal vicepresidente del Ppe Antonio Tajani.

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