Donati ha detto di aver ricevuto “pressioni” e di “temere” per sé e per la sua famiglia.  gli è stato consigliato di tenere a freno il suo atleta, lasciando vincere l’idolo antidoping Jared Tallent a Roma e la coppia di cinesi a La Coruna, poche settimane dopo. Dall’altro capo del telefono c’era “un giudice internazionale di marcia molto vicino ai fratelli Damilano”. Chi è? E in che rapporti è con lui Donati?

Si tratta di Nicola Maggio, giudice già finito al centro di diversi casi dal 1993 tanto da essere escluso dalle gare internazionali alla fine degli Anni Novanta e poi riammesso. Maggio, è emerso nell’indagine di Bolzano, è amico da tempo dei fratelli Damilano. Donati riceve la sua chiamata – che ritiene di “pressioni” – il 7 maggio alle 6.05, poche ore prima della Coppa del Mondo vinta da Schwazer. Il fatto, stando al suo racconto, lo turba parecchio. Però, secondo quanto ricostruito da ilfattoquotidiano.it, il 25 maggio scorso, quindi 18 giorni dopo la telefonata incriminata, a cui è seguita una seconda ‘chiacchierata’ prima di La Coruna, una riflessione di Donati è comparsa sul sito Marciadalmondo.com.  sito specializzato riferibile allo stesso Maggio, il quale non ha voluto rispondere alle domande de ilfattoquotidiano.it. Il pezzo – intitolato “I giudici di marcia e gli allenatori hanno qualcosa da dirsi?” – ora non è più reperibile sul sito. Ma resta la domanda: perché Donati, nonostante il tono e il contenuto di quella telefonata, ha continuato ad avere rapporti con Maggio?

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