•Si è spesso parlato del fatto che il rapporto testosterone/epitestosterone era 3.4, quindi inferiore a 4, ovvero la soglia che alimenta i sospetti. Perché quindi la provetta è stata ritestata? Il legale di Schwazer ha detto: “Evidentemente c’era qualcuno che sapeva cosa c’era dentro quella provetta, a meno che non ha la sfera di cristallo”. Le cose stanno proprio così?

Le analisi sugli atleti vanno a comporre due tipi di passaporto biologico, ematologico e steroideo. Entrambi servono per confrontare nel tempo i valori – di sangue il primo e di urine il secondo – e trovare anomalie riconducibili all’uso di sostanze proibite come Epo (tramite il sangue) e testosterone (tramite le urine). La valutazione del passaporto biologico steroideo di Schwazer ha riscontrato un’anomalia sul campione del 1° gennaio, cosa che ha indotto al controllo IRMS (Isotope ratio mass spectrometry) per accertare la presenza di testosterone sintetico. L’approfondimento è stato arbitrario? No, almeno secondo le procedure. Fino alla fine del 2013, il test IRMS veniva eseguito quando il rapporto testosterone/epitestosterone era 4 a 1. Ma dal 1° gennaio 2014 le norme prevedono che vengano considerate le oscillazioni dei valori personali, non più un rapporto assoluto e uguale per tutti gli atleti. Se il valore riscontrato in quel prelievo non corrispondeva a quello consueto di Schwazer, il test è scattato in automatico.

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Alex Schwazer, la seconda positività al doping e le ipotesi di complotto: ecco perché non c’è nessuna trappola

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