•Sandro Donati ha detto in due interviste a Il Tempo e Libero che “le prove del complotto sono evidenti” anche perché la Iaaf ha cercato di dimostrare che la prova tenuta a marzo da Alex Schwazer davanti “alla Rai a Roma fosse una gara ufficiale”, chiedendo per questo la squalifica “perché in quel periodo non poteva gareggiare”. Ma quell’inchiesta “è stata archiviata”, come aveva già riferito a Repubblica a maggio. È vero?

In parte, ma non quella che ‘aiuterebbe’ Donati. La Iaaf infatti ha effettivamente aperto un’inchiesta su quel test di Schwazer, tenutosi il 13 marzo 2016, come su quello svoltosi il 24 settembre 2015 a Tagliacozzo e pure il 4 ottobre 2015 a Roma. Però le inchieste, secondo quanto risulta a Il Fatto Quotidiano da autorevoli fonti interne alla Iaaf, sono iniziate ad aprile ed erano aperte almeno fino al 24 luglio. E lo sono ancora oggi con ogni probabilità viste le altre priorità che la Iaaf ha in questo momento.

INDIETRO

Alex Schwazer, la seconda positività al doping e le ipotesi di complotto: ecco perché non c’è nessuna trappola

AVANTI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Doping di stato, lo sport russo a rischio esclusione? Non la scherma e il judo: ci pensano Putin e gli oligarchi

next
Articolo Successivo

Olimpiadi Rio 2016, scherma: l’Italia non è più la super favorita. Gli azzurri puntano all’oro di squadra nel fioretto

next