Tafferugli, lanci di pietre e altri oggetti contro le forze dell’ordine nella zona industriale di Sesto Fiorentino. Un gruppo di cittadini cinesi si è asserragliato in un capannone in piazza Marconi nella zona dell’Osmannoro, che conta diverse attività gestite da cinesi, per impedire un’ispezione della Asl e della squadra interforze presso l’attività di uno dei cinesi chiusi dentro. All’esterno si sono radunati circa 300 loro connazionali che hanno iniziato a lanciare oggetti contro le forze dell’ordine in seguito a una carica. Ci sono dei contusi, sia fra i cinesi che fra gli uomini di polizia e carabinieri, che sono stati anche vittime di un sequestro lampo, dato che i cinesi non hanno permesso l’accesso delle ambulanze per il loro trasporto in ospedale. Sul posto anche i vigili del fuoco, chiamati per aprire il cancello dell’immobile ma il cui intervento non è stato necessario. Il cancello è stato poi riaperto e, spiegano i carabinieri, la situazione starebbe tornando alla normalità. In serata, in piazza Marconi sono arrivati alcuni rappresentanti del consolato che stanno cercando di calmare gli animi dei più violenti. È stato un carabiniere di origine orientale a rivolgersi alla folla spiegando le modalità di come polizia e carabinieri intendono procedere per ascoltare subito i testimoni di quanto accaduto. Il militare, in divisa, ha invitato gli altri cinesi radunati in piazza Marconi ad allontanarsi dalla zona.

Stando alle prime testimonianze, i tafferugli sono scattati dopo controlli di routine (e non per eseguire un arresto, come invece era emerso in un primo momento) effettuati dal personale del servizio sicurezza sui luoghi di lavoro della Asl, nell’ambito del piano triennale previsto dalla Regione Toscana, in collaborazione con le forze dell’ordine. Secondo quanto spiegato dalla Asl, le verifiche avrebbero fatto emergere alcune irregolarità, non gravi, in uno dei capannoni. Quando gli sono state contestate, il titolare cinese dell’azienda che ha sede nel capannone avrebbe reagito spintonando il personale della Asl e le forze dell’ordine, usando il figlio di 10 mesi come scudo.

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