A San Lazzaro di Savena, alle porte di Bologna, resuscita il Partito comunista italiano. Sono arrivati in 500 da tutta Italia in rappresentanza di molte migliaia di compagni, almeno come spiegano loro. In gran parte sono membri di quelli che furono i Comunisti italiani di Cossutta, ma ci sono anche ex di Rifondazione comunista o perlopiù orfani del Partitone, finito 25 anni fa in un congresso di Rimini. Nessuno vuole sentire parlare di ennesimo partitino dello zerovirgola, di quelli che hanno costellato il panorama della sinistra negli ultimi anni. “Dopo la svolta della Bolognina ci sono state tante scissioni: mi auguro che questa sia la volta buona”, spiega una delle delegate arrivata apposta da Napoli. “Dalla sua rottamazione a oggi non si è fatto che andare indietro”, analizza un altro. Il simbolo è identico (o quasi, per evitare problemi di diritti) a quello del partito di Botteghe Oscure. Nel Pantheon ci sono Palmiro Togliatti, Antonio Gramsci e Enrico Berlinguer e per arrivare a questa assemblea ci sono stati incontri e assemblee in ogni parte d’Italia. E il Pd per loro ormai non ha più niente del partito finito un quarto di secolo fa

 

 

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