Il nome di Luca Claudio, dal 2001 al 2011 sindaco di Montegrotto e poi della vicina Abano, arrestato oggi con l’accusa di corruzione negli appalti comunali, non è nuovo a vicende controverse. Alessandro Naccarato, deputato Pd padovano membro della commissione antimafia, da qualche anno è autore di diverse denunce su affari e relazioni sospette che tirano in ballo anche il sindaco veneto arrestato. In un’interrogazione parlamentare del dicembre 2014, Naccarato svelò come il rampante sindaco delle Terme fosse stato amministratore delegato dell’hotel Caesar di Montegrotto, dal 2006 al 2008, quando della società è stato dichiarato il fallimento. Passando al setaccio il vortice di passaggi societari avvenuti durante l’amministrazione Claudio, Naccarato ha segnalato come “alcuni dei personaggi che sono comparsi, anche per pochi mesi, nella composizione societaria della Hotel Caesar srl, hanno precedenti e processi in corso per reati contro il patrimonio”. Da notare poi, scriveva l’onorevole, “il ricorso a società con sede in paradisi fiscali, di solito utilizzati per promuovere reati fiscali e per operazione di estero-vestizione delle società per sfuggire ai controlli delle autorità italiane”.

A questa interrogazione non era stata data risposta, così come a quella che segnalava un appalto dato alla Marco Polo, “una ditta romana coinvolta in Mafia Capitale” in associazione temporanea d’impresa con una ditta di Rovigo, il cui titolare, Saverio Guerrato, è stato arrestato oggi. Il bando dell’appalto bandito dal comune di Montegrotto nel 2010, quando sindaco era Claudio, stanziava oltre 12 milioni di euro per la riqualificazione energetica di Montegrotto ed “era molto generico e troppo vasto per importi alti” sottolineò il parlamentare.

Scavando nel passato della vita politica del distretto termale si scopre che il trionfo elettorale del 2006, quando Claudio venne rieletto sindaco di Montegrotto, era stato segnato da un episodio che aveva colpito il consigliere dell’opposizione Antonio Voltolina: la macchina incendiata a pochi giorni dalle elezioni. Nonostante il fermo dell’autovettura per accertamenti da parte dei Carabinieri, Luca Claudio e il segretario provinciale di An, Filippo Ascierto (attualmente imputato a Padova per truffa e malversazione, ndr), avevano considerato l’episodio come una provocazione ai propri danni e così non avevano degnato la vittima nemmeno della loro solidarietà.

L’area termale è nel mirino dell’antimafia da lungo tempo: la relazione della Commissione parlamentare già nel 1994 riguardo al settore alberghiero sottolineava come “le forze dell’ordine e la magistratura si dichiaravano certe della presenza di complesse attività di riciclaggio, operazioni economiche sospette e ricchezze improvvise altrettanto degne di nota”.

“C’è un’indagine precisa a Palermo – racconta ancora Naccarato – legata ai Lo Piccolo, in cui in alcune intercettazioni telefoniche viene nominata Abano. In quelle intercettazioni si consiglia di investire i soldi a Chioggia, Piove di Sacco e Abano, in particolare a Monteortone. Era l’anno 2006-2007 e qui l’indagine è ancora in corso”.

Luca Claudio, appena eletto sindaco a Montegrotto, una quindicina di anni fa, era stato tentato dalla carriera cinematografica: il sedicente produttore cinematografico Massimo Emilio Gobbi gli aveva
proposto di girare nella cittadina termale il film «Camorra Live show» in cui il giovane e dinamico sindaco di Montegrotto Terme Luca Claudio doveva recitare la parte dell’avvocato plaboy. Dopo poche riprese il produttore non si era fatto più fatto vedere e del progetto del film “antimafia” non se ne fece niente.

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