Come Renzi può superare l’attuale impasse? Dovrebbe fare una cosa difficile per uno come lui: riprendere contatto con la realtà“. E’ il commento della firma de Il Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi, alla disfatta del Pd in diverse città italiane alle ultime amministrative. Ospite di Otto e Mezzo, su La7, il giornalista osserva: “Renzi dovrebbe ammettere di aver sbagliato negli ultimi due anni e finirla di usare certi toni, come quello relativo al ‘lanciafiamme’. Magari ieri ha abbassato un po’ la cresta per la batosta ricevuta, ma bisogna tener conto del fatto che Renzi è questo, anche se anche in virtù di questo ha avuto quel che ha ottenuto”. Rivolgendosi poi alla deputata renziana Anna Ascani, sottolinea: “Secondo lei, il Pd in varie città paga la presenza di una classe politica datata pre-2007. Ma non è detto che sia un difetto: il M5S fino a qualche mese fa era molto debole alle amministrative, perché non aveva basi. Al contrario, per Renzi è stato decisivo avere forti fondamenta. Ma paradossalmente, ora con lui quelle basi, un tempo fortissime, in regioni rosse come la Toscana sono franate. Solo Renzi poteva riuscire a perdere, nel giro di pochi giorni, in città profondamente rosse“. E aggiunge: “Un’altra sconfitta di Renzi è non essere riuscito a disinnescare il M5S. Forse la classe dirigente renziana è nuova nell’anagrafe, ma non così giovane nei contenuti? Forse non è così forte? Forse si paga questa continua ed esasperante arroganza della classe dirigente renziana. Quando Ernesto Carbone ha il coraggio di prendere in giro chi è andato a votare al referendum dicendo “ciaone”, prima o poi quello che hai tirato ti torna addosso“. Il giornalista analizza poi la situazione attuale nel centrodestra: “E’ una forza marginale, ma a oggi la certezza è che Salvini ha raggiunto il picco massimo della sua fama, della sua forza politica, della sua forza elettorale. Tuttavia, il leader della Lega più volte ha sostenuto di essere in grado di camminare da solo. In realtà, Salvini da solo è in grado solo di andare al bar e di ordinare una birra, ma di sicuro non vince le elezioni

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