La legge Severino è di nuovo sotto la lente d’ingrandimento dopo gli ultimi rilievi della commissione Antimafia sulle elezione amministrative, e il presidente Rosy Bindi (Pd) chiede modifiche sul computo delle pene e la distinzione fra incandidabilità e ineleggibilità. 
Ma chi fu così intransigente da vietare l’ingresso in lista anche agli indagati? Silvio Berlusconi (Fi) nel 1994. Come è possibile? Lo racconta Marco Travaglio a Servizio Pubblico

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