Luigi De Siervo sarà il nuovo amministratore delegato di Infront Italy. L’ex ad di Rai Com, considerato un fedelissimo di Matteo Renzi, dal 20 giugno passerà alla guida dell’advisor della Lega Calcio. Lo stesso giorno, l’attuale presidente di Infront Italy Marco Bogarelli acquisisce la delega allo Sviluppo strategico per Wanda Sports Holding, la società che nata dalla fusione di Infront Sports & Media e la World Triathlon Corporation. Ma il trasloco di De Siervo non ha mancato di suscitare reazioni di tipo politico: come riporta l’Huffington Post, Movimento 5 Stelle e Lega Nord sono passati all’attacco, parlando di un “Nazareno dell’informazione e dei diritti tv“.

L’idea delle opposizioni è quella di un accordo tra il premier e il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, per sancire la pace sul terreno dei diritti televisivi. Secondo il segretario leghista Matteo Salvini, infatti, l’ex Cavaliere “teme una legge sui diritti tv che penalizzi Mediaset“. Infront è legata a doppia mandata alla galassia berlusconiana da rapporti commerciali, personali e legali. Non a caso, l’azienda è stata oggetto di un’inchiesta della Guardia di finanza con l’accusa di avere favorito Mediaset. E allora ecco che il Carroccio sottolinea come una società tanto vicina agli affari di Berlusconi sia finita nella mani di un uomo ritenuto vicinissimo Renzi. “E’ evidente che Silvio Berlusconi gestisce interessi legati alla sua attività di imprenditore – ha spiegato all’HuffPost Jonny Crosio, senatore leghista che siede in commissione di Vigilanza – Posso essere prevenuto, ma, come si dice, a pensar male a volte ci si prende. Diciamo che la nomina di De Siervo come nuovo amministratore delegato di Infront fa venire più di qualche sospetto di un Nazareno che, passatemelo, in questo caso chiamerei di serie A”.

Anche il Movimento 5 Stelle ha sollevato i propri dubbi sul trasferimento a Infront dell’ex ad di Rai Com. “Io non so – ha detto il senatore Alberto Airola ad Huffington Post – cosa va a fare De Siervo, l’ho conosciuto e non posso dire che sia un elemento del patto del Nazareno. Però quel che è certo è che il Nazareno si riverbera nella gestione dei diritti del calcio e delle forniture di immagini. La concentrazione di monopolio su Infront, come già evidenziato da indagini, scandali e procura, è malsana e criminogena”.

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