E’ Renzo Caramaschi il nuovo sindaco di Bolzano. L’esponente sostenuto del Pd è l’ex city manager del Comune e aveva vinto le primarie – sconfiggendo tre iscritti democratici – con l’appoggio dell’area di sinistra della coalizione: Sel, Idv e alcune liste civiche. Ha battuto Mario Tagnin, dentista, candidato del centrodestra, fortemente voluto dalla Lega Nord e da Matteo Salvini e che quindi aveva fatto arrabbiare una parte di Forza Italia, in prima battuta l’ex sottosegretaria Micaela Biancofiore. Caramaschi è stato eletto con il 55,27 per cento, Tagnin si è fermato al 44,73 per cento. Crolla però l’affluenza dei votanti che ha toccato quota 41,22. “Domani mattina mi metterò al lavoro per dare a Bolzano una solida maggioranza”, ha detto ai cronisti il nuovo sindaco. Guiderà il Comune dopo un periodo di commissariamento dovuto al fatto che l’ex primo cittadino, anche lui Pd, Luigi Spagnolli, che non aveva trovato una maggioranza in consiglio comunale.

“Con il nostro programma – ha spiegato Caramaschi – non abbiamo promesso ai cittadini la luna, ma interventi fattibili e necessari per la città”. Caramaschi, 70 anni, ama le montagne come il suo look casual con giacca, cravatta e jeans. Ha pubblicato varie guide di montagne, come anche romanzi storici. Ora, l’ex direttore generale torna al suo vecchio posto di lavoro, o quasi. Le stanze del sindaco distano infatti solo pochissimi metri dai suoi vecchi uffici. Ha vinto le primarie  “Conosco bene il municipio – ha detto Caramaschi – e so bene che non ci sono pulsanti nascosti per fare miracoli. Cosa possiamo però fare e azzerare il debito del Comune”. Il sindaco ha, infine, ringraziato il suo rivale Tagnin, “che mi ha fatto i suoi sinceri complimenti, quando lo scrutinio era ancora in pieno corso e non era tenuto a farlo”. I due sfidanti, durante tutta la campagna elettorale, si sono sempre confrontati in modo pacato. “Su molti punti la pensiamo in modo simile”, ha ammesso Caramaschi. Se fosse per la Svp, questo rapporto di rispetto potrebbe addirittura sfociare in una collaborazione nella stessa giunta.

La Svp, che al ballottaggio ha dato un decisivo sostegno al candidato Pd nei rioni di lingua tedesca, chiede con insistenza un’apertura della maggioranza verso il centro e i cosiddetti “rappresentabili” del centrodestra, primo tra tutti appunto Tagnin. La Volkspartei ha anche posto un pesante veto su un ritorno in giunta dei Verdi, accusati della caduta dell’ex sindaco Spagnolli, che lo scorso autunno gettò la spugna a causa della mancanza di una maggioranza stabile. Il suo successore, Caramaschi, ha comunque ribadito in serata la sua speranza di poter ricucire questo strappo. “Il nostro collocamento naturale è quello del centrosinistra, del quale fanno parte i Verdi”, ha confermato le segretaria del Pd, Liliana Di Fede. Caramaschi ha ora 30 giorni di tempo per formare una giunta, che dice di “avere già pronta in testa”, e di presentarsi in consiglio comunale con una maggioranza ancora tutta da formare.

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