Un sacco da boxe di fronte all’ingresso del municipio per dare modo ai cittadini di sfogare la propria rabbia prima e dopo avere avuto a che fare con la pubblica amministrazione. È l’ultima provocazione di Luigi Lucchi, sindaco di Berceto, in provincia di Parma, che in passato si è già distinto per le sue proteste contro i tagli agli enti locali e l’aumento delle tasse. Pochi giorni fa il primo cittadino ha fatto montare nei giardini di fronte all’entrata del palazzo comunale un sacco da boxe, con tanto di cartello in cui invita gli abitanti del comune sull’Appennino parmense a scaricarsi con pugni e calci.

Cartello Lucchi“Cari concittadini – si legge nella targa di fianco al sacco, con il messaggio a firma Luigi Lucchi – Considerando il nostro bilancio, derubato prevalentemente, dal 2012, dallo Stato, sfogateVi prima di entrare, ma anche dopo”. È il sindaco stesso a chiarire il motivo del gesto eclatante: “Ci sono i racconti e poi c’è la realtà. La realtà, sempre contrastata dall’amministrazione comunale di Berceto, è quella di un Governo che ‘ruba’ dalle tasse e imposte comunali ingenti risorse”. Quindi, elenca i prelievi di Roma: il 100% dell’Imu sui fabbricati produttivi, il 50% circa dell’Imu sulle seconde case, il 100% dell’Iva, a cui si aggiungerebbe l’80% del tempo al personale del Comune retribuito dai bercetesi, ma utilizzato dallo Stato “per applicare una burocrazia idiota”.

Lucchi ha spiegato che dal 2012 il Comune di Berceto non ha avuto più trasferimenti dallo Stato, anche se da quella data, “con le tasse e imposte che i cittadini sono convinti di versare al Comune, manteniamo lo Stato”. Senza contare, continua il primo cittadino, tutti i disagi di un piccolo paese di montagna, i cui abitanti non hanno diritto, per esempio, a vedere i canali Rai perché si ricevono male (o non si ricevono affatto), o a ricevere la posta tutti i giorni. “Angherie che si riservano solitamente a dei ‘servi’ e non a dei cittadini di un popolo sovrano” conclude il sindaco, che per questo motivo ha deciso di offrire ai bercetesi l’opportunità di una valvola di sfogo proprio davanti al municipio.

“Tutto senza alcuna spesa per il comune – specifica Lucchi a ilfattoquotidiano.it – perché il sacco mi è stato regalato da un conoscente”.
Il sindaco del paese montano non è nuovo a questo genere di iniziative simboliche. Nel 2013 si era presentato davanti al Quirinale, intenzionato a rimanere in mutande con la fascia tricolore per protestare contro l’aumento delle tasse introdotto dal governo Monti, anche se poi era stato costretto a rinunciare a spogliarsi dalle forze dell’ordine. Sempre per lo stesso motivo nello stesso anno era pronto a denunciare lo Stato contro i “furti legalizzati” a spese dei cittadini, e travestito da mendicante aveva chiesto l’elemosina all’uscita della Cattedrale di Parma per esprimere contrarietà ai tagli del governo alle amministrazioni locali. Una delle sue ultime provocazioni era stata l’autocandidatura, a inizio gennaio 2015, a presidente della Repubblica dopo le dimissioni di Giorgio Napolitano.

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