Non ci sarà solo il referendum sulla permanenza della Gran Bretagna nell’Ue a dividere gli inglesi, che potrebbero perdere il controllo della loro piazza finanziaria cedendolo a mani tedesche. La Borsa di Londra, il London Stock Exchange proprietario anche di Piazza Affari, ha infatti avviato delle trattative con Francoforte per “una potenziale fusione“. La maggioranza del nuovo gruppo andrebbe ai tedeschi (54,4%) e alla City rimarrebbe il 45,6 per cento.

Il London Stock Exchange e Deutsche Boerse, nel dare notizia delle trattative, sottolineano comunque che “non c’è alcuna certezza che si arriverà ad una transazione” e che l’operazione “dovrà avere il via libera dalle autorità di regolamentazione”. La fusione, sostengono le due società senza toccare il nodo politico dell’operazione, “offrirà opportunità di crescita”, portando “benefici significativi ai clienti”. Tutte le principali attività continuerebbero ad operare sotto gli attuali brand.

In base ai termini della trattativa, gli azionisti del London Stock Exchange avrebbero diritto a ricevere 0,4421 nuove azioni in cambio di ogni titolo Lse posseduto. Invece i soci di Deutsche Boerse avrebbero diritto a un concambio di 1 a 1 con i titoli di nuova emissione. Il cda nascente avrebbe un numero equivalente di amministratori per entrambe le società.

Il Fatto Economico - Una selezione dei migliori articoli del Financial Times tradotti in italiano insieme al nostro inserto economico.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Conti pubblici, Ue: “Dubbi su aumento tetto contanti e revisione sanzioni fiscali. Rischio di effetto valanga sul debito”

next
Articolo Successivo

Petrolio, il rifiuto dell’Iran. “La proposta di congelare la nostra produzione è una barzelletta”

next