“Pensare che un accordo tra Tobruk e Tripoli basti a sanare la situazione in Libia è un azzardo”. Lo storico Angelo Del Boca, il maggiore esperto del nostro colonialismo, mette in guardia dai rischi di una guerra. Dopo i recenti raid americani e il pressing della Casa Bianca, la possibilità di un intervento sull’altra sponda del Mediterraneo si fa più concreta anche per il nostro Paese. Già contrario al conflitto che ha spodestato Gheddafi, Del Boca si dice certo di un fallimento se l’Italia partecipasse a un’iniziativa armata unilaterale. Secondo lo storico non ci sono le condizioni, politiche e militari, per un intervento dagli obiettivi confusi e che, afferma, “richiederebbe l’impegno di almeno 300mila soldati“. L’intervista, a cura di Emanuele Giordana e Alessandro Rocca, accompagna un documento (scaricabile su www.perlapace.it) che analizza i rischi del possibile conflitto in Libia, presentato a Udine all’interno del seminario nazionale “Conoscere e spiegare le guerre dei nostri giorni” (Centro di accoglienza Ernesto Balducci di Zugliano – Udine) organizzato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dall’Ufficio Scolastico Regionale per il Friuli Venezia Giulia, dal Coordinamento Nazionale e regionale degli Enti Locali per la pace e i Diritti Umani, dalla Tavola della pace e dal Centro di accoglienza Ernesto Balducci di Zugliano  intervista di E. Giordana e A. Rocca

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Un americano consapevole

prev
Articolo Successivo

Germania, va a fuoco hotel per accoglienza profughi: i vicini festeggiano

next