Da nome che ricorre nelle carte dell’inchiesta su Mafia Capitale per i suoi rapporti con Salvatore Buzzi a presidente di Commissione alla Regione Lazio. Nel nuovo assetto delle commissioni permanenti della Pisana, Marco Vincenzi, del Partito Democratico, guiderà la IV commissione Bilancio, partecipazione, demanio e patrimonio, programmazione economico-finanziaria. Eletto con otto voti, l’ex capogruppo del Pd in Regione sostituirà il compagno di Mauro Buschini, nominato assessore ai Rapporti con il Consiglio, Ambiente, Rifiuti.

Il M5S alza le barricate. In Regione Lazio “nel silenzio più assoluto si sta passando da Mafia Capitale a Mafia Regionale“, attacca la deputata Roberta Lombardi sul blog di Beppe Grillo. “Il PD promuove Vincenzi che aveva rapporti con Buzzi!”, twitta Alessandro Di Battista, chiedendo che il presidente della Regione Lazio venga ascoltato in Antimafia. Identica la richiesta dei membri M5S della Commissione parlamentare presieduta da Rosy Bindi, che chiedono anche l’audizione del governatore: “La figura di Vicenzi emerge nelle carte dell’inchiesta Mafia Capitale, in cui si può leggere un’ interessante scambio di telefonate e messaggi che implicano favori e sostegni elettorali reciproci. Chiediamo alla Bindi se non sia il caso di convocare immediatamente in Antimafia Vincenzi per spiegare queste intercettazioni, ed anche Zingaretti a per capire cosa sta succedendo nella regione Lazio e su quali criteri si basa la nomina a presidente della commissione Bilancio”.

Contemporaneamente i consiglieri pentastellati annunciano che non prenderanno più parte ai lavori in commissione: “Dopo aver ascoltato gli interventi dei consiglieri di maggioranza e opposizione sono certo che la nostra decisione di non partecipare ai lavori di tutte le commissioni, pur mantenendo la funzione di controllo sugli atti, sia la più corretta davanti ad una provocazione politica plateale come quella della nomina di Vincenzi”, afferma Devid Porrello, capogruppo del M5S Lazio.

“Le ingiurie degli esponenti del Movimento 5 Stelle mi costringono a chiarire di nuovo, spero per l’ultima volta, la mia assoluta estraneità alla vicenda di Mafia Capitale – dichiara Vincenzi in una nota – non ho ricevuto avvisi di garanzia e non sono coinvolto in alcuno dei procedimenti giudiziari in corso, come è facile verificare per chiunque”. “E’ sconcertante – continua Vincenzi – l’accanimento degli esponenti del M5S nei miei confronti. Si tratta di puro sciacallaggio, falsità e continue insinuazioni che ho dato mandato ai mie legali di denunciare nelle sedi competenti a tutela della mia onorabilità e per il rispetto dei fatti”.

Chi è Marco Vincenzi? Perché la sua nomina è causa di polemiche? Nelle carte dell’inchiesta gli inquirenti ricostruiscono il modo in cui l’ex capogruppo Pd si industria per orientare ingenti stanziamenti dalla Regione verso i municipi di Roma Capitale. “Vado da Vincenzi… che è il padrone di Tivoli… a cena e gli faccio un pompino… vediamo se me riesce”, raccontava Buzzi nel gennaio 2014. Il ras delle coop sa che i fondi regionali da distribuire sono parecchi. Ci sono i 33 milioni del Fondo di riequilibrio territoriale. “Buzzi illustrava a Carminati ‘gli emendamenti’ che Testa (Fabrizio, ndr) avrebbe dovuto portare in Regione, relativi ai nuovi finanziamenti ottenuti grazie all’intervento di Gramazio (1,2 milioni, ndr) e Marco Vincenzi (600mila euro, ndr)“, si legge nella seconda ordinanza.

Vincenzi li presenta il 17 giugno in Commissione Bilancio: con il primo si chiedeva che al Fondo regionale per il riequilibrio territoriale, circa 33 milioni per il 2014, potessero accedere direttamente i municipi della Capitale senza passare dal Campidoglio; con il secondo che una quota del fondo potesse essere destinata in particolare proprio a progetti legati al verde pubblico e al sociale. Lo scopo: far sì che con quei soldi potessero essere finanziati anche progetti riguardanti “la tutela ambientale” e “la riqualificazione urbana”, attività prevalenti del sodalizio criminale romano.

Dalle carte emerge anche che Vincenzi frequenta Salvatore Buzzi: il 12 settembre gli investigatori li fotografano a Villa Adriana mentre si scambiano bigliettini. Ma la prima telefonata intercettata risale a giugno 2014. A Tivoli si vota e Vincenzi sostiene al ballottaggio la candidata sindaco del Pd, Manuela Chioccia e Buzzi vuole aiutarla: “Mi so’ fatto l’elenco dei miei dipendenti su Tivoli. Ora li richiamiamo tutti… noi volevamo da’ anche a Manuela un contributo. Per il sostegno delle spese che lei c’ha”. La risposta: “…ti do il coso del comitato elettorale”. Il giorno dopo Buzzi inviava un sms a Vincenzi: “Sottoscrizione effettuata, sensibilizzazione in corso. In bocca al lupo”. “Grazie”, rispondeva il politico.

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