A sorpresa spunta anche il nome dell’ex sottosegretario Pdl Nicola Cosentino tra gli indagati per la grande abbuffata del Consorzio Unico di Bacino dei Rifiuti di Napoli e Caserta (Cub), una maxi inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere sulla gestione allegra di un ente pubblico ‘drogato’ di incarichi ‘politici’, di consulenze esterne e di assunzioni finalizzate a portare acqua al mulino di alcune candidature in diverse elezioni fino al 2012, tra le quali quella della moglie del direttore del consorzio, Antonio Scialdone, candidata in una lista alle regionali del 2010 a sostegno dell’azzurro Stefano Caldoro.

Scialdone, la moglie Michela Pontillo e Cosentino sono tra i 108 destinatari di un avviso di conclusione indagini firmato dal pm Antonella Cantiello. I capi di imputazione contestati a vario titolo agli indagati spaziano dall’associazione a delinquere (contestata a Scialdone, all’ex sindaco di Villa Literno ed ex consigliere regionale Pd Enrico Fabozzi, all’ex presidente del Cub Enrico Parente e all’ex direttore del Cub Giuseppe Venditto, già presidente del consiglio regionale campano in quota centrosinistra) a numerosi reati fine: truffa, peculato, corruzione, abuso d’ufficio, falso, voto di scambio.

Il nome di Cosentino spunta a pagina 40 dell’avviso. L’ex coordinatore campano di Forza Italia, detenuto a Terni per diverse accuse collegate alla camorra del clan dei Casalesi, stavolta è accusato di abuso d’ufficio in concorso con Gianfranco Tortorano e Francesco Goglia perché “abusando della qualità di parlamentare nazionale ed al fine di acquisire il controllo gestionale del Cub, tramite Tortorano imponeva la nomina di Goglia quale direttore generale del Cub per emarginare Scialdone e indebolire la posizione del presidente dell’Ente, Fabozzi, che lo aveva nominato. Nomina illecita, effettuata dal Tortorano (…) in quanto veniva effettuata da un organo privo dei relativi potere e senza aver proceduto a selezione pubblica”. La nomina avvenne nella primavera del 2010 “in difformità dei principi di imparzialità e buon funzionamento della pubblica amministrazione”. Cosentino ora ha 20 giorni di tempo per depositare memorie difensive o chiedere di essere interrogato.

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